La crisi non ha sorprendentemente, almeno sino ad oggi, un nome “ufficiale” e riconosciuto. Se ti interessano i segnali economico-finanziari, sempre più evidenti, di questa crisi ...

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Lo sviluppo indiano: una bomba sociale, politica e geopolitica

Nella prospettiva della sicura rielezione di Narendra Modi l’anno prossimo, è tempo di fare un bilancio del primo mandato del primo ministro indiano, un bilancio quantomeno modesto tanto sul piano economico quanto su quello politico. Il parziale tracollo del piano di demonetizzazione, i ripetuti fallimenti delle piccole imprese, la prospettiva di un esodo rurale di quasi seicento milioni di persone nei prossimi due decenni, la costituzione di imprese oligarchiche ...

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La Silicon Valley e il caso Facebook

Non c’è solo la Cambridge Analytica, si calcola che solo negli Usa ci siano 2500-4000 broker il cui business è comprare e vendere i nostri dati personali. C’è chi parla di un “surveillance capitalism”. La sviluppo così rapido e pervasivo dell’economia digitale richiederebbe un importante e sistematico processo di regolamentazione del fenomeno da parte dei poteri pubblici dei vari paesi; e questo su diversi fronti ...

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La guerra dei dazi tra Cina e Usa mette a rischio un fragile equilibrio

Negli ultimi 20 anni i due Paesi hanno costruito una relazione che ha generato una sorta di mutua dipendenza; che ha avuto conseguenze non banali sulla distribuzione della ricchezza all’interno dei due Paesi.L’aspra guerra doganale in corso tra gli Stati Uniti dell’irascibile presidente Trump e la Cina del compassato ed eternato presidente Xi Jinping rappresenta il segnale più evidente della crisi, forse definitiva, di un modello economico e sociale ...

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Ttip, la scusa ‘Trump ci costringe a farlo’ mette in pericolo i nostri diritti e la nostra salute

Mentre Donald Trump tenta di imporre gli interessi americani nel mercato globale con una precisa alternanza di sparate e misure – e la Commissione europea si precipita per questo a riaprire i negoziati commerciali cui oltre 5 milioni di cittadini in tutta Europa si sono opposti con petizioni e manifestazioni -, lo staff del presidente Usa fa uscire tempestivamente il rapporto 2018 sulle leggi estere più distorsive per gli scambi a stelle e strisce ...

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Ttip, il rischio di un accordo Usa-Eu è più forte che mai. E noi l’avevamo detto

Per tutti quelli che “Trump ha seppellito il Ttip” ma anche “Trump è un protezionista per questo è contro il Ttip”, è un po’ seccante però dobbiamo rispondere: “non è così, ve lo abbiamo detto e ridetto”. Le trattative commerciali tra Unione europea e Stati Uniti non si sono mai interrotte, ma oggi sono vive più che mai. Il ministro al commercio statunitense Wilbur Ross ha, infatti, sottolineato in un’intervista ripresa da Bloomberg Television che Donald Trump “ha bloccato l’accordo trans-Pacifico, non ha bloccato il Ttip ...

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L’economia digitale e la concorrenza tra Cina e Usa

Guardando oltre i dazi imposti da Trump a Pechino, sono molti gli intrecci di interessi tra i due Paesi, anche nei settori dell’economia digitale. Soprattutto finanziario, con l’arrivo di fondi d’investimento pubblici e privati a finanziare lo sviluppo delle più grandi compagnie del settore. Appare da tempo evidente come un certo numero di grandi gruppi statunitensi e cinesi, da una parte in particolare Apple, Amazon, Facebook, Google, dall’altra Tencent, Alibaba, Baidu ...

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Un binomio indissolubile

Nonostante la conclamata crisi climatica in atto, nel 2017 le grandi banche private internazionali hanno aumentato di 115 miliardi di dollari il loro sostegno ai cosiddetti combustibili fossili non convenzionali ed estremi – con un aumento dell’11 per cento rispetto al 2016. Lo rivela il nono rapporto annuale “Banking on Climate Change”. Per combustibili fossili non convenzionali ed estremi si intendono lo sfruttamento delle sabbie bituminose ...

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Le spese militari nella 17 Legislatura

Nei cinque bilanci dello Stato 2014-2018 di diretta responsabilità di questa legislatura c’è stata una crescita di circa il 5% delle spese militari, valutate secondo la metodologia Mil€x. Si è passati da 23,6 miliardi annui ai quasi 25 miliardi appena deliberati, con una crescita avviata due anni fa dai Governi Renzi e Gentiloni che hanno deciso una risalita dell’8,6% (quasi 2 miliardi in più) rispetto al bilancio Difesa del 2015 ...

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La sentenza che non piaceva alle banche

Ve lo ricordate il panico generato da quei misteriosi strumenti finanziari chiamati in via confidenziale “derivati tossici”? Travolse, in modo particolare tra il 2005 e il 2008, le casse degli enti locali, con conseguenti tagli draconiani ai servizi per il cittadino. Oggi sappiamo che la Commissione Europea ha emesso una sentenza, vincolante sul sistema giudiziario di ogni paese, che autorizza risarcimenti integrali. È stata emessa nel dicembre 2013 ma, misteriosamente ...

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La montagna cinese e i dazi di Trump

La Cina insidia il primato tecnologico Usa, senza investire in armi. I dazi di Trump e il nervosismo sull’affare Qualcomm sembrano annunciare una guerra commerciale con Pechino. La notizia indica quanto si stia diffondendo negli Stati Uniti il parossismo anti-cinese e in particolare la paura che il paese asiatico arrivi presto a sopravanzare gli Stati Uniti nel settore tecnologico. Per mettere in rilievo i grandi passi in avanti compiuti negli ultimi anni dalla Cina ...

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#Olimpiadi2026 a #Torino? Come si sta muovendo la nuova «Grosse Koalition» del massacro sociale (e perché)

Il costo preventivo delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, non «low cost», fu pari a 550 milioni di euro. Il preventivo, informale, delle Olimpiadi invernali di Torino 2026, «low cost», è pari a 975 milioni di euro. Potremmo fermarci qui, stappare un bottiglia di vino forte affinché, come cantava il poeta, «ci sia allegria anche in agonia.» Ma dato che la vicenda deborda nel grottesco vale la pena di spenderci qualche parola ...

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Regno Unito 2019: e se la Brexit fosse un successo?

Finora media e analisti sono stati unanimi: la Brexit rappresenta un futuro incerto e pericoloso per il Regno Unito e solo per il Regno Unito. I nostri lettori sanno che noi siamo sempre stati più cauti al riguardo. Mentre la prima fase di negoziati si è appena compiuta (alla fine dello scorso anno) e la seconda si appresta a iniziare, è venuto il momento di ammettere, da un lato che questa uscita dall’UE offre delle opportunità al Regno Unito, e dall’altro, che porta nuovi rischi reali per l’Unione Europea ...

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Alla scoperta del paradiso (fiscale) britannico

La City di Londra e molti possedimenti britannici sono -di fatto- paradisi fiscali. Solo nella capitale inglese ci sarebbero 41mila proprietà offshore, per un valore pari a 38 miliardi di euro. E la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente dopo Brexit. I governi dei vari possedimenti britannici -come l’isola di Jersey o le Isole Vergini- negano di essere dei paradisi fiscali e sostengono che tali operazioni di “delocalizazione” si compiono solo per “ragioni pratiche” ...

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Politica dei muri e liberismo

Il nesso creato tra politiche economiche e politiche della sicurezza, a cominciare da quelle migratorie, va svelato e contrastato, perché implica il rischio di una grave involuzione autoritaria, anche nel nostro paese. “Non si può attendere che una svolta possa arrivare da partiti o gruppi politici che continuano a fare del liberismo economico una bandiera ... – scrive Fulvio Vassallo Paleologo – Occorre una mobilitazione e una aggregazione dal basso" ...

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La concorrenza (sleale) che fa fuggire le aziende dall’Italia

Molti dei Paesi che applicano una tassazione favorevole alle aziende sono anche grandi beneficiari di fondi europei, usati per creare illegittime condizioni di attrazione delle imprese da altre aree europee. Nonostante la parziale ripresa dell’economia italiana, sono ancora aperti a Roma, presso il ministero del Lavoro e presso quello dello Sviluppo Economico, oltre un migliaio di tavoli istituzionali destinati ad affrontare le principali crisi aziendali in essere nel nostro Paese ...

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La FED a sostegno degli obiettivi di Trump

All’inizio di febbraio, le borse americane, e in seguito tutti gli altri mercati finanziari mondiali, hanno conosciuto una brusca correzione. L’indice Dow Jones ha bruciato in due giorni i guadagni del mese di gennaio impegnandosi in una spirale al ribasso. Da allora, il mondo finanziario è in fibrillazione. Questa correzione è quindi un chiaro avvertimento rivolto al nuovo presidente delle Federal American Reserve, Jerome Powell che, il 5 febbraio, ha sostituito Janet Yellen ...

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Colpi di martello sui chiodi della bara del TAV

Quando un anno e mezzo fa abbiamo pubblicato un articolo dal titolo Wallsusa, il Tav è fallito qualcuno ha pensato che avevamo un po’ esagerato. Nei giorni scorsi, anche se i grandi media (a cominciare da Repubblica) hanno fatto finta di niente, la presidenza del Consiglio dei ministri, in un documento ufficiale, ha detto che il progetto della Torino–Lione è basato su stime sbagliate e previsioni infondate (ma dai?). In parole povere: la linea è completamente inutile ...

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Banche e finanza, bilancio della legislatura

Sul sistema bancario e finanziario la legislatura si chiude con poche luci e moltissime ombre. “Oggi la banca è risanata, e investire è un affare. Su Monte dei Paschi si è abbattuta la speculazione ma è un bell’affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand”. Così si esprimeva all’inizio del 2016 il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi in un’intervista al Sole 24 Ore. A dicembre dello stesso anno sarà proprio il governo a dovere investire in questo bel brand ...

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Debito Pubblico: fra verità e ideologia

Il debito pubblico è un tema che dovrebbe essere posto al centro della discussione politica e culturale, soprattutto nell'imminenza di un appuntamento elettorale che dovrebbe vedere le forze politiche cimentarsi in maniera approfondita su questo tema, ma che, al contrario, paiono in tutt'altre faccende affaccendate. O, meglio, sembrano quasi tutte impegnate nel medesimo gioco di prestigio: far credere che siano realizzabili tutte le promesse messe in campo senza mettere in discussione ...

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Ilva, Alitalia, FCA, Finmeccanica-Leonardo e le altre

È da molto tempo ormai che l’Italia ha rinunciato a darsi una politica adeguata a sostenere lo sviluppo delle grandi strutture imprenditoriali del nostro paese e negli ultimi decenni, come è noto, anche grazie a tale atteggiamento, alcune hanno chiuso i battenti, altre sono state assorbite da gruppi esteri, mentre qualcuna, come la Fiat, ha nella sostanza lasciato il paese. L’Italia si trova così in una situazione poco confortevole a livello internazionale ...

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La tempesta finanziaria che minaccia di gelare l’economia reale

“La psicologia mossa dagli algoritmi e la credibilità dei banchieri centrali stanno guidando l’economia del Pianeta molto più della politica e del dibattito sulle idee. Un lunedì nero aiuta a capire tutto questo”. La recente bufera finanziaria, tanto breve quanto intensa, che ha colpito le borse americane e poi quelle europee e asiatiche, presenta alcuni aspetti di notevole rilievo. È sempre più evidente che l’andamento dell’economia reale finisce per essere determinato ...

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E l’Europa del Tap e delle banche va

La Banca europea per gli investimenti ha deciso di finanziare il gasdotto Trans Adriatico (Tap) con un prestito di 1,5 miliardi di euro, nonostante tutte le gravi criticità che la costruzione di quest’ennesima grande opera inutile trascina con sé: a partire dai casi di corruzione e riciclaggio, dalla legittimazione di governi autoritari come quello azero e quello turco, dall’imposizione di un’opera su territori e comunità che non la vogliono e resistono alla sua costruzione ...

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Rapporto MIL€X 2018: spese militari italiane in aumento ...

Il Rapporto MIL€X 2018 — presentato oggi alla Sala Stampa della Camera dei Deputati alla presenza di Daniel Högsta, coordinatore della campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) insignita del Premio Nobel per la Pace 2017 — mostra un’ulteriore incremento della spesa militare italiana: 25 miliardi di euro nel 2018 (1,4% del PIL), un aumento del 4% rispetto al 2017 che rafforza la tendenza di crescita avviata dal governo Renzi (+8,6 % rispetto al 2015) ...

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La crisi delle banche è finita?

Il sistema bancario ha bisogno di smaltire i crediti deteriorati il più rapidamente possibile e deve essere compito dei pubblici poteri aiutare in tutti i modi possibili tale processo. Con le necessarie contropartite. Come è noto, la crisi dei mutui subprime ha visto il sistema bancario come un protagonista fondamentale del gioco. Dopo lo scoppio delle difficoltà, nonostante le promesse fatte a suo tempo dal mondo politico al di qua e al di la dell’Atlantico, le riforme del sistema ...

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Davos e lo spettro della crisi

Il consueto appuntamento super-esclusivo del World Economic Forum (WEF) di Davos, in Svizzera, si sta svolgendo questa settimana in uno spirito di apparente ottimismo, giustificato dal continuo accumulo di ricchezze tra le élite planetarie e, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, dalle prospettive che lascia intravedere il pacchetto di tagli alle tasse per i più ricchi recentemente approvato dal Congresso di Washington ...

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La rivincita della finanza e il ruolo delle banche centrali

Nella zona dell’euro, a partire dal 2009, l’incremento del Pil è stato pari al 16% mentre gli utili delle imprese quotate in Borsa sono cresciuti nello stesso periodo di circa il 40%. Negli Stati Uniti la sperequazione è stata ancora più pesante: il Pil è cresciuto del 18% a fronte di un’esplosione degli utili delle società quotate nelle Borse USA del 130%. Com’è stato possibile? Appare chiaro, sulla base delle evidenze numeriche, che dalla più grave crisi del Novecento ...

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La nuova miniera della povertà

Le banche hanno trovato un nuovo giacimento per il loro business: indurre milioni di persone a basso e bassissimo reddito, migranti inclusi, all’utilizzo del credito per far fronte alla vita di ogni giorno. Le banche hanno trovato una nuova “miniera” (per riprendere il parallelo utilizzato di recente in un altro articolo, dove si accostavano le operazioni di estrattivismo in senso stretto a quelle più sofisticate che hanno come terreno di intervento i corpi) ...

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Chi mangia nel mondo le fette più grandi

Cento economisti, tra cui Thomas Piketty, hanno elaborato un rapporto sulle disuguaglianze: quanto sono forti, in quali paesi e gruppi di paesi. Medio Oriente, India e Brasile in vetta. L’Europa è ancora l’area meno diseguale, ma anche qui il trend è in aumento. Metà del genere umano (3,7 miliardi di viventi) si fa bastare il 10% dei redditi, dopo cinquanta e passa anni di “progresso”; contemporaneamente l’1%, cioè 75 milioni di persone ha un reddito doppio della metà mondiale prima citata ...

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Finanza in crisi

Durante questo decennio, il mondo finanziario è stato indispensabile all’apporto di soluzioni. In particolare le politiche di alleggerimento monetario hanno riguardato questa centralità. Ma tutto questo si ferma: ritorno all’economia reale, fine dei QE. E cominceranno a porsi le questioni sugli squilibri provocati dal sistema del «fare soldi con i soldi» (che è un modo per riassumere la missione delle banche e delle piazze finanziarie) ...

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Non è l’Isis!

Non è l’Isis, è la Germania. L’altro giorno le autorità (mica i profughi siriani) hanno abbattuto la cattedrale del paesino di Immerath, nella Renania. Perché era sulla linea di espansione di questa miniera di lignite a cielo aperto. Non è la Cina, non è quel mattacchione di Trump, è la Germania. Per quelli che dicono, “ma io non mi preoccupo, tanto gli scienziati inventeranno qualche nuova fonte di energia!”, beh, eccovela: è il carbone. Solo che il carbone facilmente accessibile ...

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Sversamenti di petrolio in Nigeria, Eni va a processo in Italia

A citare in giudizio la multinazionale del petrolio è la comunità degli Ikebiri che, di fronte all’impossibilità di ottenere giustizia nel Paese d’origine, ha scelto di ricorrere a un tribunale italiano. Chiesto un risarcimento di due milioni di euro. Il processo è stato aggiornato al 18 aprile. Si svolgerà in Italia, presso il Tribunale di Milano lo storico processo che vede sul banco degli imputati la multinazionale italiana del petrolio Eni e la sua controllata Nigerian Agip Oil Company (Naoc) ...

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I giorni del massacro

Ancora una strage in acque internazionali in occasione dell’intervento di un mezzo della guardia costiera libica. Il numero delle vittime di questa ultima strage aumenta di ora in ora. Cinquanta, forse cento. Persone, esseri umani, non numeri come stanno diventando nella narrazione collettiva. Un intervento chiamato soccorso, ma che ha avuto anche in questa occasione il carattere di una intercettazione. Dalle scarne notizie fornite dalla Guardia costiera libica sembra che ...

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Cina e India, i due colossi sotto la lente

Cina e India tendono a pesare sempre di più sullo scacchiere mondiale nell’ambito di un processo che qualcuno ha definito come quello di una rapida orientalizzazione in atto del mondo. Un processo che qui in Italia appare del tutto assente dal dibattito politico ed economico. Può essere utile, in questo incerto inizio d’anno, fare brevemente il punto sulla situazione e sulle prospettive economiche, tecnologiche e sociali comparate di Cina e d’India ...

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Valutazione 2017, Bitcoin, Israele… Tra sogno e incubo

A grande linee: il sistema di governance internazionale ed europea è arrivato alle battute conclusive della grande crisi di legittimità ed efficacia, registrando inoltre shock di definanziamento e fallimenti tanto eclatanti quanto quello recente dell’OMC di produrre il minimo risultato! Il mondo si sta preparando a configurazioni geopolitiche del tutto nuove, in particolare in quel crocevia della geopolitica del mondo della seconda metà del XX secolo che è il Medio Oriente ...

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La trappola della Deutsche Bank

Ora anche la magistratura – prima la Procura di Trani, ora quella di Milano – ha deciso di andare a vedere cosa è veramente successo nel secondo semestre 2011, quando, nel nostro Paese, la straordinaria vittoria referendaria sull’acqua e il conseguente indebolimento del governo Berlusconi furono improvvisamente sostituiti da uno scenario di allarme epocale sul debito pubblico, aperto dalla famosa lettera dell’Unione Europea al governo italiano e culminato a novembre con l’arrivo al potere dell’uomo del “rigore” Mario Monti ...

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La democrazia in mano a tre manager

La Walt Disney ha dunque acquisito buona parte di 21st Century Fox, la grande multinazionale di proprietà di Rupert Murdoch. Ora a sfidarsi sul piano delle notizie diffuse tramite televisione e internet (con i loro carichi di pubblicità) a livello planetario sono soltanto tre emittenti, tutte statunitensi: Time Warner (CNN), Comcast (NBC) e Walt Disney tramite ABC e Sky. E se andiamo a vedere chi sono gli azionisti dei tre colossi scopriamo che ai primi posti compaiono sempre gli stessi nomi: si tratta di fondi di investimento ...

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Industria globale degli armamenti: primo aumento delle vendite di armi dal 2010

Le vendite di armi e servizi militari da parte delle maggiori società di produzione di armi e servizi militari del mondo – le SIPRI Top 100 – hanno totalizzato, secondo i nuovi dati riguardanti il settore internazionale delle armi rilasciati ieri dall’Istituto di ricerca internazionale della pace di Stoccolma (SIPRI), $ 374,8 miliardi nel 2016. Il totale per la SIPRI Top 100 nel 2016 è dell’1,9 per cento in più rispetto al 2015 e rappresenta un aumento del 38% dal 2002 ...

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Aspettando il Minsky moment

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto in positivo le previsioni della crescita del pil a livello mondiale. Restano problemi di fondo, tra cui la vertiginosa crescita delle disparità di reddito e di ricchezza. Come è noto, di recente il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto in positivo le previsioni della crescita del pil a livello mondiale; mentre lo sviluppo complessivo del pianeta aveva registrato un più 3,1% nel 2016, esso dovrebbe raggiungere ...

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Mentre la Wto collassa il Canada si allea con Trump contro il principio di precauzione

La Conferenza ministeriale della Organizzazione mondiale del commercio, convocata a Buenos Aires fino al 13 dicembre, sembra a un passo dal collasso, e il Canada non perde tempo: si allea con Trump per attaccare il principio di precauzione. In una Dichiarazione ministeriale guidata insieme all’amministrazione Trump e sottoscritta da Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Giappone, Guatemala, Kenya, Madagascar, Panama, Paraguay, Peru, Repubblica Domenicana e Uruguay, il Canada sostiene che ...

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Superare il Fiscal compact per un nuovo sviluppo europeo

Dal 1° gennaio 2018 i 25 Paesi Europei firmatari del Fiscal Compact – tra cui l’Italia – dovranno incorporare le norme previste dal trattato nella cornice giuridica dei Trattati Europei. Una misura sbagliata e controproducente oltre che completamente deficitaria di una adeguata analisi del suo effettivo funzionamento e dei risultati prodotti. Viviamo in un periodo di vera e propria emergenza europea, anche se ben pochi sembrano accorgersene ...

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