La crisi non ha sorprendentemente, almeno sino ad oggi, un nome “ufficiale” e riconosciuto. Se ti interessano i segnali economico-finanziari, sempre più evidenti, di questa crisi ...

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Comuni fra debiti, sponsor e sceriffi

L’attacco alla funzione pubblica e sociale degli enti locali prosegue senza soluzione di continuità. D’altronde, è nella disponibilità dei Comuni la ricchezza sociale cui da tempo mirano i grandi interessi finanziari e immobiliari: territorio, patrimonio pubblico, beni comuni e servizi. Una ricchezza, quantificata a suo tempo dalla Deutsche Bank in 571 miliardi di euro, da mettere sul mercato attraverso la trappola del debito e la gabbia del patto di stabilità e del pareggio di bilancio ...

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Ancora TAV e autostrade: infrastrutture, il cambio di passo che manca

Il governo ha approvato l’11 aprile il Documento di economia e finanza, con il relativo “Allegato infrastrutture”. Servono 35 miliardi di euro per realizzare 119 interventi. C’è qualche discontinuità con il passato: è prevista la revisione di alcuni progetti in corso, applicando anche i criteri dell’analisi costi-benefici. Alcune opere che presentano criticità, tuttavia, non vengono “toccate”. Intervista ad Anna Donati, del gruppo mobilità del Kyoto Club ...

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La violenza degli Stati e dei mercati

C’è un filo rosso che lega il regime di Erdogan, il teatrino elettorale francese, la vicenda dei vaccini, la crisi della cooperazione internazionale, ma perfino la diffusione di importanti esperienze non statali che ripensano l’educazione? Forse sì, dice Enrico Euli: in modo diverso e limitato mostrano come si esprime la violenza degli Stati e dei mercati, il loro legame, ma anche le resistenze, spesso contraddittorie, di tanti e tante. Lo ha spiegato qualche tempo fa ...

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Sipri: in Italia nel 2016 maggior aumento spese militari dell’Europa occidentale e oltre 1,5% del Pil

In Italia si registra il più forte aumento delle spese militari d’Europa occidentale. Lo confermano i nuovi dati appena diffusi dall’istituto SIPRI di Stoccolma, che mostrano un aumento (in termini reali) di oltre il 10 per cento della spesa per le forze armate nel nostro paese nel 2016 rispetto al 2015, a fronte di aumenti del 3 per cento in Germania e dello 0,6/0,7 per cento in Francia e Gran Bretagna. Un incremento maggiore anche rispetto a Stati Uniti (+1,7 per cento) ...

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DEF 2017, una analisi a tutto tondo

L’Europa continua a richiamare l’Italia sul tema del debito e del deficit ma il tema non è più il controllo della spesa pubblica, piuttosto di politica economica complessiva. Sebbene nel tempo il DEF (Documento Economico e Finanza) sia diventato un documento che ricorda un po’ le vecchie finanziarie, il quadro programmatico dà conto dei principali obiettivi: crescita del PIL pari all’1,1% nel 2017, per ridursi nel tempo all’1%; deficit pubblico al 2,1% per il 2017 ...

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Neo-mercantilismo, la svolta di Trump

Il neo-mercantilismo di Trump segna la fine della globalizzazione per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi decenni. È il sintomo più profondo del declino della potenza americana in campo economico. La politica protezionista annunciata il 31 marzo da Donald Trump fa seguito a una lunga serie di misure puntuali di ritorsione commerciale, e non è immediatamente operativa: è tuttavia un messaggio politico molto chiaro e molto grave, e rappresenta una svolta sostanziale. Annuncia la fine di un’epoca ...

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Fase di ricomposizione caotica del mondo: «ri-atterraggio» nazionale, schianto o rimbalzo?

Questa espressione di «ricomposizione caotica» ci è apparsa riassumere molto bene la tappa di sviluppo della crisi nella quale ci troviamo, una tappa che si compie nell’arco di quattro anni e che comporterà fasi di progressione ben distinte. Nella prima metà del 2017 va constatato che ogni sforzo di riorganizzazione del mondo su una logica transnazionale è risultato vano: il sistema internazionale o sovranazionale fondato nel XX secolo (ONU, FMI, BM, NATO, ecc.) ...

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La lotta ai paradisi fiscali può attendere

Ve lo ricordate lo scandalo dei Panama Papers? Undici milioni di documenti confidenziali di un solo studio legale panamense che mostravano al mondo intero un immenso fiume di denaro nascosto da società anonime, 200 paesi coinvolti, l’indignazione dei governi… Da allora è trascorso solo un anno e abbiamo ancora nelle orecchie l’eco tonante delle dichiarazioni infuocate e la solennità delle promesse, in particolare della Commissione europea, di farla finita una volta per tutte ...

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Asserragliati

La costruzione dei muri è una tendenza mondiale consolidata, definirà sempre più le forme di relazione tra i paesi e al loro interno. La maggior parte dei muri costruiti di recente ha un segno comune: malgrado la propaganda dica che siano necessari per proteggere la gente “per bene” dal crimine o a garantire il privilegio nazionale dall’avanzare dei migranti, i muri servono a proteggere i ricchi dai poveri. L’altra faccia del muro è, paradossalmente, il “libero commercio” ...

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Spese militari, l’Italia in prima fila

Il nostro paese spende ogni anno per le sue forze armate oltre 23 miliardi di euro (64 milioni di euro al giorno). E oltre a spendere molto, l’Italia spende male, in modo irrazionale e inefficiente. Secondo i dati contenuti nel primo rapporto annuale sulle spese militari italiane presentato dall’Osservatorio MIL€X, presentato alla Camera dei Deputati lo scorso 15 febbraio, l’Italia spende ogni anno per le sue forze armate oltre 23 miliardi di euro (64 milioni di euro al giorno) ...

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Tutti i guai dell’F-35 nell’ultimo rapporto del Pentagono

Aumentano, invece di diminuire, i problemi tecnici del programma Joint Strike Fighter F-35. Lo testimonia l’ultimo rapporto annuale di Michael Gilmore, direttore uscente del dipartimento test del Pentagono (Director Operational Test and Evaluation, DOT&E), sul programma Joint Strike Fighter. Tra i 276 difetti critici ancora da risolvere (con ulteriori aumenti di costi e ritardi nelle consegne), i principali riguardano i più importanti software di bordo di combattimento ...

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Italia: hub del gas o laboratorio di economia verde?

Il governo continua a trattare le rinnovabili come un “lusso” che non è possibile concedersi. Anche se i sussidi pubblici alle fonti “ambientalmente dannose” sono costantemente superiori a quelli erogati a favore di quelle “favorevoli”. Il 2015 è entrato nella storia come un momento di svolta epocale per le politiche ambientali internazionali: con l’accordo tra i capi di Stato di quasi 200 Paesi del mondo, alla COP21 di Parigi, le fonti fossili sono state relegate “dalla parte sbagliata della storia” ...

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Così la BCE finanzia le multinazionali del petrolio

Così il programma di “quantitative easing” varato dalla Banca centrale europea è andato a finanziare petrolio, auto fuori serie, autostrade, champagne e gioco d’azzardo. L’osservatorio di Corporate Europe ha decifrato la lista dei beneficiari dello schema di acquisto dei titoli emessi dalle società da parte della Banca Centrale Europea (BCE). Il risultato sconcerta a meno che non si ritenga che petrolio, auto fuori serie, autostrade, champagne e gioco d’azzardo sono attività ideali per immettervi denaro pubblico ...

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I nostri numeri sull’Europa

Un’Europa divisa in due che vede allargarsi la forbice delle diseguaglianze economiche, sociali e di qualità della vita tra i Paesi più ricchi e quelli più poveri. Povertà ed esclusione sociale, disuguaglianze, istruzione e lavoro: quello che emerge dai numeri è un quadro allarmante. Con “I nostri numeri sull’Europa” vogliamo gettare uno sguardo d’insieme su alcuni tra i processi e le dinamiche che caratterizzano la condizione dell’Unione Europea ...

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Venezuela e Ecuador, due esperienze sotto attacco

L'obiettivo è quello di accreditare l'idea che in Venezuela sia in corso una crisi umanitaria causata da un governo incapace: per creare una situazione simile a quella determinatasi in Libia con l'intervento militare, e con le conseguenze che sappiamo. Anche in Ecuador è forte l'allerta per gli attacchi destabilizzanti contro la “rivoluzione cittadina”. Il 2 aprile ci sarà il ballottaggio per le presidenziali e le destre cercano il colpo grosso ...

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Salveremo l’Europa commerciando?

A chi conviene davvero l’aumento dell’export? Una domanda strana, capace di provocare risposte stizzite o evasive ma anche fastidiose allergie nelle cabine di comando del malandato torpedone europeo. Le stesse che investono stuoli di autorevoli studiosi innamorati del messianico valore dell’incremento commerciale a qualsiasi costo. Meglio, poi, se l’incremento è segnato dal rifiuto di limiti e regole che ne possano frenare il galoppo liberatorio ...

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Sharing economy, Uber alles

La “sharing economy” ha aperto la strada a una economia basata non sull’innovazione di prodotto ma dei processi organizzativi, mediante la loro disarticolazione e soprattutto l’ulteriore individualizzazione ed esternalizzazione del lavoro. La vecchia economia contro la nuova? I taxisti come i vecchi luddisti che volevano fermare il progresso, ieri rappresentato dai telai meccanici e oggi da Uber e dalla sharing economy ...

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La politica e l’economia mondiale in questo momento

Politicamente il mondo è multipolare, non è diretto da superpotenze. L’Occidente vuole il potere-sugli-altri e perde il potere-su-di-sé; altri hanno più Auto-controllo, non Altrui-controllo. Economicamente come funziona tutto questo? Come debito. Il rapporto debito/PIL è: USA 98.3%, Cina 8.2%, India 23.0%, Russia 29.2%, e per molti sopra il 100% (Wikipedia “World Debt Clock”, L’orologio del debito mondiale) ...

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Flat tax: rubare ai poveri per dare ai ricchi

L’ultima trovata del governo italiano si chiama flat tax, un provvedimento allucinante che punta a “convincere” i ricconi stranieri a spostare la loro residenza in Italia. In cambio, il nostro paese gli garantisce la possibilità di eludere le tasse attraverso un prelievo fisso di 100.000 euro sui redditi prodotti all’estero. Per capirci, questo significa che una persona con un reddito di 10 milioni di euro (esistono) pagherebbe l’1% di imposte ...

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America di Trump: spezzare il tabù del default di pagamento USA

Se Kissinger non avesse negoziato il petrodollaro e rimesso la moneta americana al centro della scena mondiale dopo lo shock dell’annuncio di Nixon nel 1971 di porre fine alla convertibilità del dollaro in oro, il biglietto verde non sarebbe più stato il punto di riferimento a livello mondiale già da quarant’anni. Trump si saprà circondare di consiglieri dello stesso calibro e saprà ascoltarli? Perché sta per nascere uno shock della stessa portata ...

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La sfida dei controlli sui movimenti di capitale

Dalle politiche economiche o monetarie, al lavoro, al welfare e alla legalità l’assenza di controlli sui movimenti di capitale è al cuore del problema. In Italia il rapporto debito/PIL ha ripreso rapidamente a crescere dopo lo scoppio della crisi del 2007. Il maggiore aumento in precedenza risaliva all’inizio degli anni ’80, con il “divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia e l’abbattimento dei controlli sui movimenti di capitale. Wall Street diventava la calamita finanziaria del mondo, obbligando l’Italia ...

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Europa, il rapporto Euromemorandum 2017

Vi sono evidenti segnali che la politica di forte creazione di liquidità messa in atto dalla Banca Centrale Europea (Bce) ha raggiunto i suoi limiti di efficacia, mentre i nuovi vasti poteri che la stessa Bce ha acquisito nel corso della crisi aggravano il problema della mancanza di controllo democratico all’interno dell’Unione. Al contempo, la principale iniziativa comunitaria in ambito finanziario, l’Unione dei mercati dei capitali, non sembra poter offrire alcun reale contributo alla ripresa economica ...

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Sotto la banca

Il rimborso integrale dei piccoli risparmiatori, come avvenuto recentemente nel caso Monte Paschi, è sbagliato sotto molti punti di vista perché spezza il pilastro su cui poggia la stessa esistenza di un mercato finanziario. Le immagini dei risparmiatori infuriati fuori dalle sedi delle banche sono l’emblema dell’intricata vicenda dei salvataggi bancari. La cronaca riporta casi di persone senza nessuna conoscenza finanziaria, anche anziani e malati, a cui sarebbero state vendute ...

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Lo stato dell’unione (bancaria)

Il progetto di unione era nato a suo tempo per rafforzare il sistema finanziario europeo ma fino ad ora non ha affrontato nessuna delle lezioni scaturite dalla crisi economica. La storia dell’unione bancaria europea, pur nella sua brevità, è ricca di vicende, in particolare per quanto riguarda le sue propaggini italiane; essa appare emblematica, quasi come il temporalmente quasi parallelo caso greco, di quanti ostacoli si frappongano sul cammino ...

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Europa, TTIP e CETA: nessuna via d’uscita?

Il Parlamento europeo il 15 febbraio scorso ha approvato il trattato di liberalizzazione commerciale con il Canada CETA. Ma chi beneficia davvero dell’aumento del commercio globale? La Grande coalizione nel Parlamento europeo, rispondendo quasi pavlovianamente al dettato dell’economia classica: “più esportazioni uguale più benessere”, il 15 febbraio scorso ha approvato il trattato di liberalizzazione commerciale con il Canada CETA, senza tenere in alcun conto ...

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Europa, la minaccia della disintegrazione

Dalla Brexit alla divisione tra Nord e Sud alle politica in materia di migrazioni. La crisi del processo di integrazione europeo nel rapporto Euromemorandum 2017 che verrà presentato a Roma il 16 marzo. La crisi del processo di integrazione europeo ha molte sfaccettature e si è aggravata negli ultimi anni. Il sintomo più visibile è stato il referendum britannico sull’uscita dalla Ue, ma questo non è certo l’unico indicatore del diffondersi delle tendenze disgregatrici ...

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Welfare State, il miraggio italiano dell’equità sociale

Nel 2015, il nostro Paese ha investito 447,3 miliardi di euro per far fronte a pensioni, sanità, politiche del lavoro e assistenza sociale. Quasi un terzo del prodotto interno lordo. Da un punto di vista quantitativo si tratta di una spesa tra le più alte d’Europa. Il problema, però, è la qualità degli effetti. La spesa sociale costituisce ormai da tempo uno dei temi centrali del dibattito politico italiano. A tal riguardo, alcune analisi recenti consentono di mettere a fuoco ...

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Calenda è sicuro: il Tap va a tutto gas

Da Baku il ministro Calenda tranquilizza tutti. Il terzo segmento del Trans Adriatic Pipeline (confidenzialmente noto come Tap) si farà. Tremilacinquecento chilometri di tubi che attraverseranno Grecia, Albania e Italia, per un costo stimato di 45 miliardi di euro, al fine di far dipendere meno la fornitura di gas dai sempre minacciosi disegni strategici di Vladimir Putin. Molto meglio affidarsi alla solidità di un regime di provato appeal democratico come quello dell’Azerbaigian ...

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213 miliardi persi per salvare le banche. Ma per i consulenti privati è stato un affare

Dal 2008 all’ottobre dello scorso anno, i Paesi dell’Unione europea hanno perso oltre 213 miliardi di euro nel tentativo di mettere in sicurezza il sistema bancario, il 28% di quanto investito. Un rapporto del Transnational Institute spiega come un gruppo di quattro grandi società di consulenza -EY, Deloitte, KPMG, PWC- siano i veri beneficiari del business legato agli interventi di “bail out”. I soldi che si sono volatilizzati nel tentativo di sostenere le banche in crisi ...

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La crescita senza freni del commercio mondiale di armi

Nel quinquennio 2012-2016, il volume dei trasferimenti internazionali di sistemi d’arma ha registrato un incremento dell’8,4% rispetto al periodo precedente. I conflitti in Asia e Medio Oriente trascinano il mercato, dove Stati Uniti e Russia -secondo il database dell’istituto indipendente SIPRI- pesano per quasi il 60% dell’export. Il mercato delle armi non conosce crisi. E l’instabilità di Asia e Medio Oriente è una solida garanzia per gli affari ...

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Disaggregazione statistica globale: la proliferazione degli strumenti di misurazione della realtà economica

Nella crisi sistemica globale che stiamo attraversando, già da qualche anno il nostro team parla di «disorganizzazione statistica» per qualificare l’incapacità degli strumenti attuali di misurare l’economia reale, se non di una loro manipolazione al fine di allineare i risultati al discorso politico (o il contrario). Mettendo da parte questo tentativo di manipolazione, questa «disorganizzazione statistica» deriva anche dal fatto che l’economia evolve profondamente e gli indicatori di ieri ...

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Perché quando parliamo di “tornare alla lira” dimentichiamo la storia

La moneta nazionale italiana è sempre stata molto debole: la sua difesa ha causato problemi, tra cui spirali inflazionistiche, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. E in alcuni casi per affrontare le crisi della lira l’Italia ha dovuto accettare limitazioni alla propria “sovranità nazionale” - tema oggi caro a chi attacca l’euro -. Sembra affermarsi con sempre maggiore insistenza, come tema centrale del dibattito politico, un continuo richiamo alla lira ...

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CETA: i nomi e cognomi di chi ha votato

Ecco i nomi e cognomi degli europarlamentari italiani che hanno sostenuto il CETA, e di chi si è opposto. A voi, cittadini ed elettori, l’onore e onere di chiedere conto agli europarlamentari eletti nella vostra circoscrizione del voto espresso. Per la Campagna Stop TTIP Italia la ratifica appena votata a Strasburgo è stata una tappa nella mobilitazione per bloccare l’accordo con il Canada. Il prossimo obiettivo è Roma, per fermarne la ratifica alla Camera e al Senato ...

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Cina e Stati Uniti partner strategici?

Il più autorevole analista del sistema-mondo d’ispirazione marxista, Immanuel Wallerstein, sostiene che la Cina e gli Stati Uniti sono destinati nel lungo periodo a essere inevitabilmente partner strategici. Le discordie attuali mostrano soltanto una lotta per l’egemonia che dovrebbe vedere la prevalenza della potenza emergente. La storia insegna che un accordo pragmatico non formalizzato fu l’esito anche degli accordi di Yalta del 1945, quando la potenza emergente erano gli Usa ...

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Entropia e neoliberismo

Trent’anni di ideologia neoliberista&ordoliberale e di utopie solo tecnologiche dovrebbero averci portato alla consapevolezza di essere a un bivio: decidere se proseguire sul piano inclinato deterministico del tecno-capitalismo e lentamente implodere (o peggio, esplodere); o provare a invertire la rotta o almeno deviarla, riprendendo i comandi della nave – o dell’aereo, secondo la metafora di Zygmunt Bauman, morto nelle scorse settimane, quando scriveva ...

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Vecchi e nuovi problemi per l’economia tedesca

I due pilastri principali del successo industriale tedesco – auto e macchinari – sono sempre di più aggrediti dalle tecnologie digitali mentre quasi tutte le grandi società tedesche operano nella vecchia economia. Sono stati da poco pubblicati in Germania i dati economici per il 2016 ed essi appaiono molto positivi. Tra l’altro, il pil è cresciuto rispetto all’anno precedente dell’ 1,9%, cifra che, almeno in Europa, appare di tutto rispetto ...

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Italia-Libia, un accordo contro i diritti

Sostegno militare e risorse finanziarie: è la contropartita che il Governo Gentiloni si è impegnato a garantire all’esecutivo di Tripoli in cambio del “blocco” dell’immigrazione dalle coste libiche. La strategia italiana ha ricevuto il sostegno dell’Unione europea al Summit informale della Valletta, il 3 febbraio. Un salto indietro sancito il 2 febbraio che l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione giudica “vergognoso” e preoccupante ...

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Il great game politico-sanitario mondiale

Il primo problema di cui la nuova direzione dell’OMS dovrà occuparsi è il disimpegno dei governi e la crescente penetrazione del settore privato nelIa definizione delle priorità dell’organizzazione. Il 2017 continua a profilarsi anno di novità per le Nazioni Unite. Dopo l’avvicendamento del Segretario Generale a New York all’inizio di gennaio, tocca alla direttrice dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ...

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Generali nel mirino dei tedeschi di Axa

Dopo la Francia, ora anche la Germania punta all’acquisizione di aziende italiane che, a fronte dell’assenza di resistenze e politiche industriali rilevanti, appaiono come una preda facile. Sembrava che ormai gli ultimi scampoli di quello che fu il sistema della grande impresa italiana fossero destinati ad essere preda, in un modo o nell’altro, di cordate solo francesi, ma la vicenda Generali di questi giorni mostra che nel gioco vogliono entrare all’ultimo momento in qualche modo anche i tedeschi ...

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Chi dice CETA dice Trump e inquinamento: lo conferma il presidente canadese Trudeau

Mentre i Parlamentari europei che sostengono il trattato di liberalizzazione con il Canada CETA lo presentano – con una certa sfacciataggine – come un importante strumento anti-Trump, e inventano presunti vantaggi economici per l’Europa del tutto campati per aria, il Canada sostiene Trump nei suoi peggiori arretramenti, a partire  da quelli contro l’ambiente. Ma cominciamo da Bruxelles ...

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