AIAB in Piemonte: la nuova casa dei ricercatori dell'ex CRAB

Con il termine dell'operatività del CRAB avvenuta nel dicembre 2012 ed il licenziamento di tutti i suoi dipendenti, i ricercatori del CRAB hanno dovuto individuare un percorso che permettesse di riprendere le attività interrotte e offrisse nuove prospettive, anche migliori delle precedenti, all'agricoltura biologica.

Cooperativa sociale A La querciaUn primo passo importante è stato fatto grazie all'associazione AIAB in Piemonte federata ad AIAB nazionale che ha proposto al gruppo di lavoro ex CRAB di far parte dell'associazione. L'assemblea svoltasi il 15 aprile scorso ha ratificato l'ingresso dei nuovi soci che costituiranno il gruppo tecnico scientifico dell'associazione e che opereranno su programmi sia a carattere regionale, sia nazionale.

L'ingresso del gruppo ex CRAB in AIAB in Piemonte porterà dei benefici reciproci e creerà sicuramente delle sinergie nel campo della promozione dell'agricoltura biologica e dei servizi alle aziende.

In cantiere vi sono già alcuni progetti che saranno avviati nelle prossime settimane e che riavvieranno i progetti del CRAB forzatamente interrotti:

il programma ALCOTRA "Una rete per le biodiversità transfrontaliere" ripartirà con un nuovo capofila francese e la collaborazione di AIAB in Piemonte con il partner italiano Libre, fornendo a quest'ultimo il supporto tecnico e scientifico indispensabile per la buona riuscita del progetto;

un nuovo programma con la Commissione Sinodale Valdese denominato "Cascina Sociale" consentirà invece a 20 giovani compresi tra i 18 e i 40 anni di seguire un percorso formativo in agricoltura biologica nel periodo tra fine aprile e luglio. In base ad una selezione finale, due giovani accederanno ad un programma di start up per la creazione di un impresa agricola finalizzata alle produzioni biologiche e all'accesso a forme innovative di commercializzazione dei prodotti (filiere corte, gruppi di acquisto, forniture a mense locali). Lo start up prevede l'assistenza tecnica di AIAB in Piemonte e la concessione in comodato per un periodo di tre anni delle attrezzature e dei locali necessari per lo sviluppo dell'impresa.

Altri programmi che AIAB in Piemonte realizzerà tramite il gruppo di lavoro "acquisito" prevedono un accompagnamento ad aziende biologiche con caratteristiche di svantaggio per l'inserimento nel mercato ( aziende di montagna, con problemi di imprenditorialità, scarse conoscenze tecniche) attraverso un analisi dei punti di forza, di debolezza, delle opportunità e delle minacce che limitano lo sviluppo dell'impresa e la successiva proposta di un piano di sviluppo aziendale.

Molte sono le cose che "bollono in pentola" grazie a questo accordo, come l'avvio di programmi nell'ambito dell'agricoltura sociale o il maggior coinvolgimento del mondo dei consumatori in iniziative di formazione ed informazione nel campo dell'agricoltura biologica, della sostenibilità e del consumo critico o ancora l'individuazione di nuove forme di certificazione partecipata che consentano l'accesso al biologico anche alle piccole realtà che non possono sostenere i costi attuali della certificazione.

Ma oltre a queste componenti che hanno trovato un posizionamento promettente in AIAB in Piemonte, una parte del "core business" del CRAB era rappresentato dalla ricerca in agricoltura biologica, dal trasferimento dell'innovazione tecnologica e dalla tutela delle biodiversità agrarie. In questo campo manca non solo in Piemonte ma in Italia un polo di eccellenza che assuma il ruolo di "faro" per il mondo del biologico. In altri stati sono presenti realtà storiche come il FIBL (Research Institute of Organic Agriculture) in Germania o il DARCOF (International Centre for Research in Organic Food System) in Danimarca, centri di riferimento che grazie alla loro autorevolezza, rivestono un ruolo di guida ed orientano le scelte tecniche ma anche politiche nel mondo dell'agricoltura biologica. Pur avendo la consapevolezza delle difficoltà connesse ad un progetto di tale natura, i ricercatori di AIAB in Piemonte si stanno impegnando per creare anche in Italia un polo di eccellenza per l'agricoltura biologica, coinvolgendo partner privati e pubblici sensibili a questo argomento e disponibili a partecipare ad un tavolo di programmazione.

A questa ricostituzione di un gruppo di lavoro piemontese in agricoltura biologica sta contribuendo anche MAG4 che generosamente ha offerto come base logistica a Torino la propria sede per un affitto simbolico.

Unica nota dolente in questo quadro di generale volontà di ripresa rimane l'attuale amministrazione della Regione Piemonte che dopo aver provocato la chiusura del CRAB negando i contributi previsti per il 2012, ha ora bocciato la richiesta di finanziamento su fondi europei, per progetti in agricoltura biologica ideati e scritti dai ricercatori ex CRAB e presentati tramite partner che si sono assunti il ruolo di capofila, ricercando cavilli burocratici e di formalità che in altre situazioni sono sempre stati risolti facilmente. Il tutto a fronte di una cifra da capogiro che la Regione Piemonte dovrà restituire all'Unione Europea in quanto non utilizzata proprio per la realizzazione di programmi di sviluppo rurale.

Viene da chiedersi se dietro a queste bocciature, non vi sia una precisa decisione politica da parte di questa giunta regionale, di affossare tutto quanto è proposto nel campo dell'agricoltura biologica ed in special modo da questo gruppo di ricercatori.

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