Maggio 2009

Notizie dai soci. Lettera dai soci di Camminare insieme

Premessa: LA NOSTRA STORIA
La Cooperativa sociale di tipo A “Camminare Insieme” è nata, con il nome di Cooperativa San Paolo 93, alla fine del 1992, ad opera di un gruppo di soci la cui maggioranza faceva anche parte della Cooperativa San Paolo, allo scopo di gestire una comunità di accoglienza a Cuneo.

 

Nel 1995, su proposta di MAG 4 di Torino e in collaborazione con la Cooperativa San Paolo, inizia la collaborazione con MAG 4 per la raccolta di denaro e il prestito sociale. La maggior parte dei soci di MAG 4 residenti in provincia di Cuneo trasferiscono i loro risparmi alla nostra cooperativa. Lo sportello per i versamenti e i prelievi viene garantito quindicinalmente presso il negozio Passaparola della Cooperativa San Paolo.

Con il passare del tempo, per evitare confusione di identificazione tra le due cooperative con nomi troppo simili, la più giovane di esse muta la propria denominazione in “Camminare Insieme”, riprendendo il nome dell’associazione di volontari che svolgeva la sua attività nell’ambito della comunità di accoglienza.

Negli anni 1997-98 l’attività della cooperativa è in espansione: a fianco della comunità di accoglienza partono nuovi progetti per cercare risposte a problemi sociali. In particolare, ricordiamo due campi internazionali, con l’associazione Servizio Civile Internazionale, finalizzati a recuperare edifici in disuso per realizzare dei locali per le attività della cooperativa. Il primo si svolge a Bernezzo, il secondo a Fontanelle di Boves, dove la locale parrocchia dispone di un grosso stabile vuoto (ex Casa di riposo del clero), che offre alla nostra cooperativa in comodato d’uso gratuito ventennale in cambio di lavori di risistemazione. La cooperativa non si lascia scappare l’offerta, e inizia i lavori di ristrutturazione.

A cavallo tra il 2000 e il 2001 accadono però alcuni fatti cruciali: il Consorzio socio-assistenziale fa cessare la convenzione con la nostra cooperativa per la gestione della comunità di accoglienza concedendone una nuova per la gestione di nuclei di convivenza guidata a supervisionati direttamente dal consorzio stesso; l’Azienda sanitaria riprende i locali della Comunità stessa per stabilirvi propri uffici, impedendoci così di fatto di continuare una collaterale attività di recupero mobili e materiali usati, con cui gli ospiti trovavano un valido impegno occupazionale; la cooperativa ha un nuovo consiglio di amministrazione e una nuova presidentessa.

La cooperativa, rimasta senza locali per svolgere le proprie attività, rendendosi conto della necessità di reperire fondi per completare la ristrutturazione del complesso edilizio di Fontanelle, accelera i tempi presentando alla Regione un primo progetto di Comunità Alloggio Socio Assistenziale e ne ottiene un parziale finanziamento (circa metà della spesa prevista), che consente però l’avvio dei lavori di ristrutturazione.

Anche il tecnico progettista viene cambiato con uno maggiormente in sintonia con le esigenze della nuova amministrazione.

Dopo un breve lasso di tempo tuttavia affiorano i primi problemi: il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa modifica gli obiettivi del progetto di Fontanelle per assecondare maggiormente i bisogni del territorio, e di conseguenza richiede un nuovo contributo alla Regione e fa domande di sovvenzioni a fondazioni bancarie per coprire i maggiori costi di realizzazione del progetto (in quel momento la cooperativa ha già investito circa 130.000 euro nel progetto dando fondo agli avanzi attivi di gestione degli anni precedenti).

Ma, pur concedendo la Regione il benestare per un altro finanziamento, la banca erogante richiede garanzie finanziarie che la cooperativa non è in grado di dare. Si richiede allora ai soci della cooperativa di riesprimere la destinazione dei loro risparmi a favore della cooperativa stessa. Fino a quel momento la cooperativa aveva dirottato tutti i risparmi dei soci a MAG 4. La prosecuzione dei lavori di ristrutturazione può avvenire solo ricorrendo ai fondi dei soci. Ma questi non sono ancora sufficienti a completare i lavori, i cui costi nel frattempo lievitano. La situazione si aggrava: non solo non si riesce ad ultimare la ristrutturazione dell’edificio, ma anche la gestione dei servizi di accoglienza diventa problematica per un sempre più difficile rapporto con il Consorzio socio-assistenziale.

In questo periodo subentra un nuovo presidente, che, col Consiglio di Amministrazione, dedica le sue energie a riformulare un nuovo progetto orientato verso una comunità per alcolisti, progetto che, pur rispondendo a esigenze sentite e condivise anche a livelli istituzionali locali, non trova poi le necessarie autorizzazioni e finanziamenti della Regione. Così, dopo innumerevoli valutazioni e confronti con i soci, con MAG 4, con altre cooperative o associazioni interessabili, ci si è ritrovati a dover rinunciare al progetto Fontanelle ed a cercare qualche altra realtà che volesse subentrare nel contratto di comodato riguardante l’edificio di Fontanelle, accettando di ripagare in qualche misura alla nostra cooperativa i lavori eseguiti fino a quel momento. Naturalmente soci, Cooperativa MAG 4 e Gruppo MAG vengono tenuti al corrente di quanto sta avvenendo e di quali decisioni si stanno assumendo.
Dopo circa due anni di tentativi, e grazie alla mediazione di un socio di Fontanelle e del parroco locale, la cooperativa trova una soluzione, che le garantisce il rimborso parziale delle spese sostenute.

La situazione finanziaria della cooperativa è drammatica: i soldi investiti a vario titolo e nei diversi periodi nel progetto di Fontanelle ammontano in tutto a quasi 300.000 euro; dalla rescissione del comodato d'uso gratuito si riescono a ricuperare 86.000 euro; le risorse accantonate della cooperativa (circa 130.000 euro) non bastano a coprire le spese; mancano ancora circa 80.000 euro.

Per evitare il fallimento della cooperativa, che comporterebbe per i soci il rischio di perdere una cifra ancor maggiore, viene richiesto loro di trasformare in quote sociali metà del loro deposito.

In assemblee, in cui MAG 4 e altri consulenti locali sono invitati per fornire i migliori suggerimenti, i soci, quasi unanimemente, per evitare il peggio, accettano, pur con evidente difficoltà e disagio, la rinuncia a recuperare circa metà dei loro risparmi.

Alla fine del 2006 l’assemblea dei soci delibera lo scioglimento della cooperativa e nomina il liquidatore nella persona dello stesso ultimo presidente.

Questa, per sommi capi, la storia della Camminare Insieme. Non esitiamo a definirla tragica, per molti motivi: innanzitutto ha prodotto un disastro per i soci, che ci hanno rimesso del denaro che, per motivi etici, avevano distolto dai normali circuiti bancari; in secondo luogo, si è rivelata uno smacco non solo per le persone che ne hanno portato responsabilità amministrative, ma in particolare per l’affidabilità stessa della finanza etica, in cui da molti anni tanti soci avevano creduto e che in molteplici occasioni avevano sostenuto e propagandato.

La situazione di regresso nell’ambito delle politiche di gestione dei servizi sociali ha limitato pesantemente lo sviluppo delle attività della cooperativa, ma nonostante ciò non intendiamo scaricare le colpe di quanto è successo su qualcosa o su qualcuno esterni alla cooperativa.

Una sintesi per capire meglio
Proviamo a spiegarvi, in estrema sintesi, che cosa è successo in questi anni in modo tale da aiutare il socio di MAG 4 a capire le dinamiche esposte nella lettera dei soci di Cuneo.
Premettiamo che ci risulta comunque che la cooperativa Camminare Insieme abbia sempre puntualmente informato i soci degli sviluppi dei suoi progetti durante le assemblee.
2000: La crisi finanziaria della cooperativa viene resa nota alla MAG 4: in quell'anno la MAG 4 ha partecipato all'Assemblea “decisiva” per le sorti della cooperativa, tenutasi il 10 luglio, e ha dato la sua disponibilità alla strutturazione di un piano di “salvataggio”, con il contributo di altre cooperative del Gruppo MAG.
2001: inizia il progetto “Fontanelle”: ai soci viene richiesto di “girare” parte del prestito alla cooperativa, togliendolo dalla MAG 4, proposta che ebbe molte adesioni (96.000 €) nonostante fosse stato sollevato il dubbio, in sede di riunione del Gruppo MAG, della sostenibilità dell'impresa.
2002: la cooperativa MAG 4 ritira la propria fideiussione alla cooperativa Camminare Insieme, ovvero ritira la propria disponibilità a garantire il buon fine del prestito sociale (delibera del 23 luglio 2002).
2003: la MAG 4 partecipa ad altri incontri, in particolare all'Assemblea dei soci del 18 dicembre e monitora puntigliosamente la situazione, per arrivare alla strutturazione di un secondo piano di salvataggio che vede la partecipazione attiva della MAG 4 alla ricerca di soluzioni.
2004: giunge alla MAG 4 la notizia di un miglioramento della situazione, che vede sbloccarsi alcuni nodi problematici e la prospettiva di nuove attività: viene utilizzata quasi interamente la restante parte del prestito sociale per far fronte alle spese di partecipazione a gare di appalto, per l'ottenimento di nuovi servizi.
2005: la situazione precipita e la MAG 4 si attiva nuovamente incontrando più volte la cooperativa Camminare Insieme per la ricerca di soluzioni, fino ad arrivare a richiedere alla Camminare Insieme di convocare l'Assemblea dei soci per decidere definitivamente le sorti della cooperativa. Essa si è tenuta il 23 febbraio 2006 e la MAG 4 vi ha partecipato.
2006: l’assemblea dei soci delibera lo scioglimento della cooperativa e nomina il liquidatore nella persona dello stesso ultimo presidente.
2007: la MAG 4 e le cooperative del Gruppo MAG si fanno carico delle fatture non pagate negli anni da parte della Cooperativa Camminare Insieme per per un ammontare complessivo di 4.760 euro relativamente al lavoro della Segreteria del Gruppo MAG.

 

LA NOSTRA RICHIESTA

Per questo, pur con un pesante senso di responsabilità, ma con coscienza serena, vorremmo interpellare tutti i soci di MAG 4 perché si possa trovare una soluzione che consenta di rimediare almeno parzialmente a questa brutta vicenda.

Ci chiediamo se non possa essere pensata una formula che consenta alle persone coinvolte nello spiacevole incidente di Camminare Insieme di ricevere la solidarietà delle altre persone che hanno scelto di affidare i loro risparmi al circuito MAG.

E' già avvenuto in passato che venisse chiesto ai soci MAG 4 di rinunciare agli interessi in conseguenza di due finanziamenti non andati a buon fine.
Piccoli contributi dei molti soci MAG 4 consentirebbero alle persone più danneggiate di rientrare almeno parzialmente delle loro perdite.
Oltre a questo risultato concreto, un'azione di questo genere costituirebbe una dimostrazione fattiva della centralità della solidarietà.
Un gesto che, per chi ha creduto nell'investimento etico, anche quando era sconveniente e ci si doveva spostare da Cuneo a Torino per compiere le operazioni, gli consentirebbe di pensare alla finanza etica e a MAG 4 senza provarne un senso di amarezza e di sconforto.
Noi intendiamo ripresentare questa proposta nella prossima assemblea e di inserirla nel prossimo numero di MAGAZINE perché, se accolta favorevolmente, possa esserne discussa la concreta realizzazione.


Gianni Fabris, ex collaboratore sportello MAG
Paolo Clemente, ex membro del Consiglio di Amministrazione
Sergio Dalmasso, ex socio sovventore
Walter Abbà, ex membro del Consiglio di Amministrazione

 

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