Luglio 2010

Campagna referendaria: l'Acqua non si vende!

Perche un referendum?

Perche l'acqua è un bene comune e un diritto umano universale.

Un bene essenziale che appartiene a tutti.

Nessuno può appropriarsene, né farci profitti.

L'acqua non si vende

Perché vogliamo togliere l'acqua dal mercato e i profitti dall'acqua.

Per conservarlo per le future generazioni.

Perché vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

E' una battaglia di civilta. Nessuno si senta escluso!

Primo quesito: fermare la privatizzazione dell'acqua

Si propone l'abrogazione dell'art. 23 bis della Legge n. 133/2008; eliminare questa norma significa contrastare l'accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo Berlusconi e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

Secondo quesito: aprire la strada della ripubblicizzazione

Si propone l'abrogazione dell'art. 150 del D. Lgs. n. 152/2006; in questo modo non sarebbe più consentito il ricorso ne alla gara, ne all'affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l'obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunita locali.

Terzo Quesito: eliminare i profitti dal bene comune acqua

Si propone l'abrogazione dell'art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 limitatamente alle seguenti parole "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"; abrogando questa parte dell'articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe la possibilita di fare profitti sul bene comune acqua.

Manifestazione nazionale a Roma il 20 marzo 2010

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