Tassi e inflazione, che fare?

Forse non tutti sanno che...

  • i tassi attivi (sui finanziamenti, attualmente 7,75% e 8,75%) e passivi (sui libretti di prestito sociale, oggi 0,5% di base) di MAG sono collegati all'inflazione e ne devono seguire l'andamento
  • secondo la finanza etica, mutualistica e solidale, il risparmio, inteso in senso ampio, non può essere remunerato più dell'inflazione, perché sarebbe speculazione
  • l'inflazione del 2014 si attesta allo 0,2% con prospettive per il 2015 di inflazione negativa

Che fare quindi con i tassi di MAG4? Andiamo con ordine ...
A metà 2011, di fronte ad un innalzamento dell'inflazione che avrebbe giustificato l'aumento dei tassi attivi e passivi, l'Assemblea dei soci deliberò di ritardare il più possibile l'aumento dei tassi dei finanziamenti; i soci risparmiatori scelsero di non ricevere un tasso maggiore sul loro denaro in MAG4 pur di non aumentare il tasso ai finanziati, già provati dalla crisi generale. Lo sconto offerto ai finanziati era quantificabile intorno ai 2 punti percentuali: tassi attivi e passivi dovevano salire insieme e invece rimasero fermi per delibera assembleare.
Seguendo la delibera del 2011 l'Assemblea dei soci ha cercato per quanto possibile di non modificare i tassi, riducendo a metà 2013 lo sconto per i finanziati ad 1 solo punto percentuale per rispondere, almeno in parte, alla riduzione dei ricavi che ha toccato la MAG. http://www.mag4.it/rete/magazine/giugno-2013/1206-misure-anticrisi-condivise.html
Negli anni successivi l'inflazione è salita ancora un po' e poi ha cominciato una discesa che ci porta ad un'inflazione per il 2014 dello 0,2%. Il mandato assembleare dei soci è però rimasto il medesimo: mantenere il più possibile lo sconto dei tassi per non gravare troppo sulle spalle dei finanziati e consentire il mantenimento della struttura della MAG.

Tasso sotto zeroCi troviamo adesso in un momento nuovo per la MAG: inflazione negativa … panorama che mette in ansia e preoccupa Banca Centrale Europea e governanti vari, non solo la MAG!
Per noi ciò significa che:

  • a fronte di un calo netto dell'inflazione, dobbiamo obbligatoriamente abbassare i tassi dei finanziamenti, che da contratto sono collegati ad essa: la discesa dell'inflazione, e quindi dei tassi, si può quantificare intorno all'1,5% rispetto a quelli attuali, a cui dovremmo aggiungere un ulteriore sconto dell'1% per seguire la delibera assembleare del 2013
  • la remunerazione del capitale sociale è già allo 0%; l'abbassamento a 0% anche del prestito sociale è una scelta obbligata, ma seguire l'andamento dell'inflazione e la decisione assembleare del 2011 significa abbassare di 2 punti ulteriori sia la remunerazione del capitale sia quella del prestito, e cioè, nella situazione attuale, andare a -2% circa su entrambe le voci
  • per legge il capitale sociale non può avere una remunerazione negativa, e perché ciò avvenga bisognerebbe programmare una perdita in bilancio che comporti l'abbassamento del 2% del capitale sociale a chiusura del bilancio.
  • il funzionamento della MAG è garantito dalla differenza tra tassi attivi e tassi passivi, chiamato anche forbice: questa forbice è già adesso al minimo possibile; ridurla significa compromettere il funzionamento ordinario della cooperativa

Gli elementi che emergono ci indicano che si tratta di una decisione obbligata: se tutta la forbice di MAG (cioè la differenza tra entrate e uscite) è agganciata all'inflazione, e l'inflazione scende sotto zero, bisogna che entrambe le voci, attive e passive, scendano dello stesso differenziale, per mantenere la forbice costante e consentire sostenibilità alla cooperativa.
Ma, nella storia della MAG, questo funzionamento non si era mai scontrato con la soglia psicologica del tasso dell'inflazione sotto zero, che significa, per i risparmiatori, vedersi ridotto il risparmio/capitale a fine anno...
Proprio di questo dovremo discutere nella prossima assemblea, e invitiamo tutti i soci a partecipare, portando idee e contributi.
Sperare come Draghi e accoliti che l'inflazione torni velocemente a crescere non ci pare interessante, e se già oggi un problema di sostenibilità della struttura si pone (sia pure tamponabile con misure depressive), occorre la creatività e fantasia di tutti per immaginare come funzionare in uno scenario che i “padri fondatori” della cooperativa non hanno saputo prevedere.

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