Riconosciuti di nome ma non di fatto (TUB ultimo atto, forse)

Il riconoscimento esplicito della Finanza Mutualistica e Solidale http://www.mag4.it/rete/magazine/gennaio-2015/1647-riconoscimento-della-finanza-mutualistica-e-solidale.html all'interno della normativa del Microcredito è fonte di grande soddisfazione.


E' un riconoscimento che però rischia di rimanere puramente formale nel caso non vengano ascoltate le numerose richieste di modifica alla normativa che stiamo chiedendo al Ministero e a Banca d'Italia.

All’innalzamento degli importi dei finanziamenti concedibili dalla Finanza Mutualistica e Solidale (75.000 euro rispetto ai 25.000 per il Microcredito classico) non ha corrisposto un conseguente ampliamento dei soggetti finanziabili. Infatti, i limiti previsti sono talmente restrittivi che non consentono di concedere finanziamenti ad imprese in grado di sostenere un prestito di 75.000 euro. Ciò non permette alla FMS, come fatto in questi anni, interventi nei confronti di realtà che debbono effettuare investimenti significativi e/o gravemente penalizzate dalla crisi e dal fabbisogno di liquidità.
Ciò, oltre ad altri inspiegabili limiti posti per tutti gli operatori di microcredito (es. non finanziamenti per estinzione di debiti pregressi o per esigenze di liquidità) rende l’attività della FMS quasi impossibile.
In conclusione, non si comprende quali siano le finalità della nuova normativa. Non sono, infatti, previste semplificazioni e agevolazioni, ma solo ulteriori limiti rispetto alla realtà attuale, già difficile sotto il profilo operativo. Come è noto, in Italia i soggetti non bancari che svolgono attività di microcredito sono un numero davvero esiguo (poche unità); imporre nuovi obblighi e limiti ad un panorama tanto ristretto sembra voler eliminare del tutto la possibilità che tali soggetti possano continuare ad operare.
La Finanza Mutualistica e Solidale è una realtà viva, come dimostrato dai nuovi soggetti che intendono praticarla: la neonata MAG Firenze e i procedimenti di costituzione di nuove MAG a Roma e in Calabria.
Con la nuova normativa circa il 50% degli attuali finanziamenti delle MAG sarebbe irrealizzabile. Questo, oltre a determinare la mancata concessione di finanziamenti a soggetti meritevoli, renderebbe quasi impossibile la sostenibilità economica dell’attività per soggetti che non siano di derivazione bancaria.

Rispetto all'attuale normativa ex art. 106 TUB, non compaiono nella futura normativa semplificazioni o sgravi dal punto di vista degli adempimenti ma vengono introdotti solamente limiti operativi. Il rischio e' quello di mettere a rischio la sostenibilità delle strutture di Finanza Mutualistica e Solidale, nonostante il riconoscimento formale per il prezioso lavoro fin qui svolto.

Come proseguirà il lavoro di MAG4 e di tutte le altre MAG?
Avremo la forza e l'energia per indignarci e trovare nuove strade politiche che permettano in riconoscimento effettivo e non solo formale delle nostre realtà oppure riusciremo ad inventarci nuove strade all'interno della futura normativa che ci permettano di continuare il nostro scopo sociale di sostegno all'economia solidale e di autogestione finanziaria?

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