Quivis de populo: il potere del mercato vs la gente comune

Attenzione: è vietato battersi contro la privatizzazione dei Servizi pubblici locali.

Ogni trasgressione sarà severamente punita.

Manifestazione nazionale per i beni comuni e contro le privatizzazioni del 17/05/14 a RomaIl 12/13 Giugno 2011 è una data storica: per la prima volta in un Paese europeo i cittadini hanno dichiarato chiusa la stagione del consenso sulle privatizzazioni e 26 milioni di SI al Referendum hanno aperto la strada ad un nuovo modello sociale.

Una strada che sin da subito i poteri economico-finanziari hanno cercato di chiudere, tramite il loro braccio politico e - complice la crisi - hanno creato il mito del debito per giustificare nuove privatizzazioni. La Giunta ed il Consiglio comunale di Torino non hanno perso tempo nell'utilizzare questa scusa per giustificare l'ondata di privatizzazioni che ha investito la città.

Per impedire la vendita dei Servizi Pubblici Locali gestiti da AMIAT (Igiene Urbana), GTT (trasporti) e TRM (Inceneritore) , il comitato Acqua Pubblica Torino ha promosso e sostenuto il ricorso al TAR Piemonte di 10 cittadini-utenti per l'annullamento delle delibere di privatizzazione. Dopo 2 (due) anni, a privatizzazioni compiute, Il TAR ha dichiarato inammissibile il nostro ricorso giudicando i cittadini privi di legittimazione ad agire, e come monito (sic!) ci ha condannati a pagare 12500 euro di spese legali.

Increduli e indignati non abbiamo desistito e forti dell'art 113 della Costituzione che garantisce ai cittadini tutela anche in sede amministrativa, ci siamo appellati al Consiglio di Stato.

Corteo della Festa dei lavoratori il 01/05/14 a TorinoMa quei giudici ci aspettavano al varco: nessun dibattito, sentenza immediata : siamo quivis de populo (in volgare: gente qualunque) che non ha titolo per rivolgersi alla giustizia anzi la intralcia. Senza nemmeno un accenno all'art. 113 della Costituzione, il nostro ricorso è respinto perché chiede di veder modellata l'organizzazione dei servizi pubblici comunali secondo le nostre "aspirazioni socio economiche, in contrasto con le norme e i principi comunitari e nazionali che tutelano i valori della legalità, del libero mercato e della concorrenza" (sic!). E per punire il nostro atto eversivo di essere ricorsi alla giustizia, le spese legali aumentano a 30.000 euro (v. Sentenza N. 01572/2014REG.PROV.COLL.N. 01546/2014 REG.RIC.)

In nome di quale popolo il Consiglio di Stato pone il libero mercato al di sopra della Costituzione e condanna una visione del mondo che ha ricevuto il consenso della maggioranza assoluta degli elettori italiani?

Queste sentenze del TAR Piemonte e del Consiglio di Stato poggiano su argomentazioni ideologiche ostili a chiunque metta in discussione il neoliberismo e non colgono la modernità delle nostre rivendicazioni.

SOS 113 emergenza dirittiAiutaci a pagare lo scotto a questa giustizia
del denaro e dei mercati versando il tuo contributo su

conto Piemonte - Associazione Acqua Bene Comune
presso Banca Etica
IBAN IT92F0501803200000000155854
causale SPESE LEGALI TAR

Per informazioni e contatti
http://www.acquapubblicatorino.org/

Condividi su

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter