CTM e la finanza etica

Osservando come si sta muovendo CTM in merito al tema finanza, la Mag4 e alcune cooperative socie hanno deciso di esprimere il proprio parere sulle ultime iniziative di CTM.
Qualche giorno prima dell'assemblea dei soci CTM del 17-18 novembre è stata mandata una lettera chiedendo di divulgarla a tutti i soci. In sede di assemblea la lettera non è stata letta, anche se alcuni esponenti di CTM hanno dato le prime risposte ai rappresentanti delle cooperative scriventi la lettera. Dopo svariati solleciti, il 4 dicembre la lettera e la risposta del cda sono stati pubblicati nell'area riservata ai soci del sito CTM.
Ecco il testo delle due lettere. Si sta valutando se e come rispondere.

Torino 12 novembre 2012

All'attenzione del Cda di CTM Altromercato e a tutti i soci

Questa lettera nasce dal confronto tra la MAG4 e alcune sue cooperative socie, in merito ad alcuni strumenti finanziari che CTM si propone di mettere in atto e in generale su come si sta muovendo sul tema finanza.
Le cooperative che condividono e sottoscrivono questa lettera (la cooperativa Della Rava e Della Fava di Asti, la cooperativa Isola  di Torino e la cooperativa Il Ponte di Giaveno), socie storiche di Mag4, sono anche socie attive di CTM.
Nel 1999 la MAG4 è diventata socia di CTM Altromercato per poter "investire" parte della propria liquidità in un circuito alternativo al sistema bancario, un circuito che andasse a sostegno delle botteghe del commercio equo e delle realtà dell'economia solidale.
In quanto socia "non bottega" la MAG4 non ha mai partecipato attivamente alla vita sociale del Consorzio, ma ciò nonostante segue cosa succede anche grazie alla partecipazione di alcuni soci (la cooperativa Della Rava e della Fava, Il ponte, Quetzal e Isola) che sono soci attivi di CTM.
L'unica volta che è intervenuta in assemblea ha criticato il meccanismo, ancora in vigore, di remunerazione del libretto in funzione del rapporto con il capitale sociale. Non sembrava e non sembra etico un ragionamento del genere basato sulle stesse logiche dei mercati finanziari: più hai e più ti diamo.
Nel maggio del 2008 ha espresso, insieme ad altri soci, il parere contrario rispetto all'intenzione di CTM di stipulare un accordo con Banca Prossima. Parere espresso nei Magazine di Maggio e Luglio 2008, che potete trovare sul sito di MAG4.
La MAG4, la coop Della Rava e Della Fava, la coop Il Ponte e la coop Isola, ritengono di esprimere oggi un parere su come si sta muovendo il Consorzio. E questo perché si parla proprio di finanza, settore che coinvolge direttamente la Mag4, in cui ha competenza, a differenza degli argomenti che riguardano prevalentemente le botteghe.
Agli inizi di ottobre il Consorzio ha organizzato un seminario sulla finanza solidale. La MAG4 e le altre cooperative sottoscriventi sono stupite che una realtà che si occupa di economia solidale e indirettamente di finanza etica abbia invitato personaggi che di etico non hanno molto, e con cui si vuole iniziare una collaborazione, nonostante l'esistenza di alternative.
Tra gli ospiti vi era la Fondazione Cariplo. Dal loro sito si legge la loro storia: "dal gennaio 1998, la Fondazione Cariplo ha completato definitivamente il processo di separazione da Cariplo Spa, avviando l'importante progetto industriale di sviluppo che ha portato alla costituzione di BancaIntesa, divenuto il primo gruppo creditizio nazionale, e che ha permesso alla Fondazione, grazie ai proventi derivanti dall'operazione, di entrare a far parte delle prime dieci fondazioni al mondo per patrimonio. In seguito alla fusione BancaIntesa - San Paolo IMI, la Fondazione Cariplo è ora tra i principali azionisti di uno dei gruppi bancari più importanti in Europa." Riteniamo che Banca Intesa San Paolo, pur avendo ridotto gli investimenti come banca armata, non sia un soggetto in alcun modo titolato a parlare in un seminario a tema 'la finanza solidale'.
Mette in allarme quanto scritto nei materiali trasmessi a tutti i soci dopo il seminario: "...questi soggetti sono venuti a dirci come il nostro network nazionale/internazionale sia ritenuto, per queste esperienze di "finanza positiva", interessante e maturo per investimenti, a fronte di piani di sviluppo e di crescita sostenibili e credibili, lavorando al nostro fianco..."
Si ritiene che per questi soggetti CTM sia diventato "appetibile" per i propri risultati economici e non per i valori che sono i suoi fondamenti.
Non si capisce come una realtà come CTM possa continuare a seguire ragionamenti tipici dell'economia profit.
Leggendo i materiali presentati al seminario sembra di essere in un tipico seminario di economia: indici, margini, rendimenti. Ci si aspetta che il Consorzio faccia ragionamenti più in linea con un mondo no profit, a sostegno dei propri soci, allontanandosi per quanto possibile dal mondo delle banche tradizionali. Ciò si potrebbe realizzare facendo propri i principi della finanza etica o, almeno, non proponendo iniziative finanziarie lontane dal mondo reale di cui risulterebbe difficile avere il controllo. Non è necessario crescere e svilupparsi sempre. Si può anche scegliere di crescere meno e meglio.
Non convince che CTM abbia preso parte alla creazione della fondazione Opes. Dal loro sito si legge che "la fondazione Opes gestirà risorse a dono e le risorse donate verranno incanalate nelle imprese sociali individuate con i meccanismi finanziari, con dei prestiti e delle partecipazioni di capitale...". Questa logica non permette l'autogestione, alimenta la dipendenza, alimenta la dominanza del più forte sul più debole: chi ha soldi comanda chi non ne ha. E un controllo finanziario è pericoloso quanto un controllo societario.
La crisi, che dal 2008 ha colpito il sistema economico finanziario, ha insegnato che slegare la finanza dall'economia reale produce effetti disastrosi: perché continuare su questa linea? La Mag4, le cooperative del Gruppo Mag, tutte le Mag d'Italia e altri soggetti sensibili e con una visione critica da sempre hanno messo in discussione questo sistema, non sostenibile, non equo, non rispettoso, perverso e la crisi attuale è la prova di quanto sostenuto nel corso degli anni da questi soggetti.
CTM dovrebbe fare un salto di qualità: dovrebbe staccarsi da questi ragionamenti, smettere di sprecare risorse ed energie per stare dietro a queste logiche.
La Mag4, il Ponte, Della Rava e Della Fava e Isola auspicano che CTM, confrontandosi con i propri soci, riesca a creare un vero circuito alternativo in cui la trasparenza, l'autogestione, la mutualità tra i soci e la rete tra i soci siano i veri valori alla base di tutta l'attività del consorzio, compresa quella finanziaria.
Essere un circuito che si fregia di fare commercio equo e solidale e che adotta al suo interno, almeno in alcuni ambiti, principi non etici potrebbe non rivelarsi una scelta positiva.

Un caro saluto
la cooperativa Mag4 Piemonte
la cooperativa Della Rava e Della Fava di Asti
la cooperativa Isola di Torino
la cooperativa Il ponte di Giaveno

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