Dicembre 2008

Scenari drammatici, scenari di decrescita

Quest'anno, cari soci, potrebbe essere la volta buona...

Causa i noti disastri perpetrati dall'economia di carta ai danni di quella mai tanto osannata “reale”, potremmo vedere, finalmente, un auspicatissimo segno meno davanti alla variazione di spese “natalizie” delle famiglie italiane, cristiane e non. Meno panettoni, meno regali, meno viaggi? In fondo una decrescita anche questa, forse un poco imposta, forse poco consapevole e cercata, ma comunque variamente interpretabile.

I signori che ci governano hanno provato a sminuire la portata di questa crisi epocale, che si sta abbattendo come un macigno su un sistema “mondo” che negli ultimi 30 anni ha distrutto ciò che la grande crisi del 1929 prima, e gli accordi di Bretton Woods, dopo avevano definito per regolare i mercati e la finanza. Le stesse istituzioni finanziarie internazionali Fondo Monetario e Banca Mondiale, nate per regolare e stabilizzare, hanno promosso tale deregolamentazione. Nessuna riforma di tali istituzioni, nessun ostacolo ai paradisi fiscali, nessuna Tobin tax è intervenuta per ridurre uno sfascio annunciato da molti ed appena cominciato.

Passate qualche ora sulla Rete tenendovi lontani dai Media e dai portali del pensiero unico: le notizie, le profezie, gli scenari più drammatici ci sono tutti e sono firmate “pesanti”, non dai soliti altermondialisti un po' fuori moda. La prossima bolla delle carte di credito/debito, i più potenti eserciti del mondo in stato di all'erta per pericoli “interni”, un multipolarismo conflittuale e instabile, sono previsioni o realtà di fatto confermate dai più grandi “think-tank” del mondo. Consoliamoci per essere nati e vivere dalla parte “giusta” del mondo, perché portare a casa la pelle sarà più facile che altrove.

L'impegno da profondere per trovare soluzioni locali e globali per un nuovo mondo possibile e sempre più inevitabile deve essere massimo per ognuno di noi, impegnato da anni sui temi della finanza critica e dell'economia solidale. Dentro e fuori la Mag4, non aspettiamo più, perché non sembra sia rimasto molto tempo.

Dal canto nostro, il neo eletto Consiglio di Amministrazione e tutti i soci che lo circondano e sorreggono stanno mettendocela tutta per imprimere una svolta alle tendenze “stagnanti” nelle quali nuotano i nostri bilanci e settori: la decrescita ha un senso per l'economia, per il pianeta, ma chi come noi la promuove deve approfittare oggi più che mai della situazione potenzialmente rivoluzionaria in atto.

Per riuscire in questo tentativo finale abbiamo bisogno di tutti voi naturalmente, dei vostri consigli e pareri, anche in parte di vostri eventuali risparmi.

Trovate nelle pagine che seguono non una, bensì due convocazioni assembleari per il prossimo mese di gennaio: leggendole insieme alle proposte sui tassi e alla ridefinizione del Gruppo Mag potrete comprendere meglio il nostro sforzo. L'assemblea tematica sull'odierna crisi e sui possibili suoi sviluppi preparerà la successiva, nella quale sarà come sempre presentato a tutti voi il risultato dell'ultimo anno bilancistico e sociale.

Teniamo sin d'ora a far notare come non siano tanto i nostri numeri a imporci o consigliarci svolte “epocali”: Il preconsuntivo che stiamo predisponendo in questi giorni e che andremo a presentarvi non si discosta molto dai preventivi d'inizio anno, quanto meno nei risultati d'esercizio più che positivi. Tornare ad investire tutta la raccolta, a promuovere con consulenze ed investimenti il miglior non profit che solo ci potrà far uscire dal tunnel, a sviluppare le reti locali che stanno alla base del nostro agire: ecco i prossimi obiettivi strategici riassunti in due righe sui quali insieme ci siamo impegnati pochi mesi fa e ai quali ci piacerebbe poter aggiungere il trovare la nostra via ad un microcredito individuale che sempre più verrà richiesto nei tempi duri che verranno.

 

Condividi su

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter