Aprile 2011

Che fine faranno le MAG?

Dal 2009 ad oggi molte cose sono state fatte, si è redatto il Manifesto della Finanza Mutualistica e Solidale, c'è stato un primo incontro con Banca d'Italia a luglio 2009, l'anno scorso si è promosso l'appello che ha raggiunto 1500 firme in un mese e che ha portato all'incontro con il Ministero dell'Economia e delle Finanze nel luglio 2010 e all'incontro con Banca d'Italia il 26 gennaio. Si veda anche la rassegna stampa.

Tratto da http://www.gianfalco.itLe principali modifiche del nuovo Testo Unico Bancario sono:

  • aumento del capitale sociale necessario per aprire un intermediario ex art. 106 (ossia le Mag);
  • maggiori adempimenti per gli intermediari 106;
  • inserimento dell'articolo 111, il microcredito.

Con l'appello si è riusciti a modificare l'articolo 111 (il microcredito) permettendo così anche gli enti senza finalità di lucro di erogare microcrediti (finanziamenti entro i 25 mila euro). Nella prima stesura dell'art 111 erano previste solo le società di capitale. Ora si stanno aspettando le disposizioni attuative.

Le Mag, visto che il riconoscimento in toto della finanza mutualistica e solidale in un preciso articolo del TUB non vi è stato, hanno intrapreso due strade: si è chiesto di essere riconosciute come eccezione ai 106 oppure essere riconosciute come un'eccezione dei 111.

Proprio a seguito dell'incontro del 26 gennaio con Banca d'Italia bisogna abbandonare la prima strada. L'unica strada possibile rimane quella dei 111, con possibili modifiche da apportare all'attuale struttura Mag.

Il rischio? Chiudere!

Se non si rientra neanche nei 111, c'è il rischio che gli adempimenti diventino insostenibili per una struttura piccola come la Mag e che il capitale sociale obbligatorio per una finanziaria raddoppi.

Non si sa cosa succederà e se dovremo modificare la struttura Mag (diventare associazione, limitare l'importo massimo finanziabile, modificare lo statuto). Per ora si prova a modificare la legge per essere normati così come si è.

Una forse ultima opportunità di introdurre adeguate misure che possano consentire alla finanza mutualistica e solidale di continuare ad operare è offerta dalle norme di attuazione che devono essere scritte ora dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia.

Nel incontro del 26 gennaio Banca d'Italia si è dimostrata disponibile a capire le attività delle Mag e ad individuare quali modifiche suggerire al Ministero dell'Economia e delle Finanze nella normativa secondaria per permettere l'operatività delle Mag stesse nell'ambito dell'art. 111 del TUB riformato.

Ad oggi però il Ministero non ha ancora risposto alle nostre richieste ed è previsto a breve un incontro tra il Ministero e Banca d'Italia.

Nel caso in cui non avessimo risposta né da parte del Ministero né da parte di Banca d'Italia è intenzione delle MAG riprende l'azione iniziata nel luglio scorso con l'appello proseguendo con l'invio massivo di mail.

Sarà quindi fondamentale l'aiuto di tutte le persone che hanno inviato l'appello per iniziare una nuova campagna di pressione nei confronti del Ministero.

Notizia recente è che quattro onorevoli (Marchi, Vannucci, Fluvi, Marchignoli) hanno presentato una risoluzione nella commissione Finanze della Camera per il pieno riconoscimento della Finanzia Mutualistica Solidale all'interno delle disposizioni attuative o, se ciò non fosse possibile, con modifica del D.Lgs 141/2010 ovvero della normativa primaria del Testo Unico Bancario.

Altre notizie alla prossima puntata … A sarà dura!

Tratto da http://www.gavavenezia.it

Condividi su

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter