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Basic Income

Il basic income (detto anche reddito di cittadinanza) è un sistema di sicurezza sociale che fornisce periodicamente ad ogni cittadino una somma di denaro che gli permette di partecipare alla società in modo dignitoso. Tutti gli altri redditi privati (per la maggior parte redditi da lavoro) sono aggiunti a questo reddito minimo.
A parte la cittadinanza, il basic income non richiede altri requisiti, prescinde dai mezzi a disposizione dell'individuo, ossia non è riservato ai poveri o ai disoccupati. È una forma di reddito minimo garantito caratterizzato da tre elementi:

- deve essere versato al singolo individuo e non al nucleo familiare così da promuovere l'autonomia dell'elemento più debole, anziché il benessere della famiglia intesa come  entità indivisibile;
- è previsto al di là di ogni altra fonte di reddito;
- è pagato indipendentemente dalle prestazioni lavorative dell'individuo o dalla volontà di accettare un lavoro, se offerto.

L'universalità, la non-condizionalità e il beneficio monetario sono le caratteristiche che identificano questa proposta. Trattandosi di un intervento omogeneo, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere distribuito da un'entità statuale con eventuale delega alle autorità locali per le pratiche materiali di redistribuzione. Trattandosi di un reddito indipendente dal salario, esso sostituisce tutte le forme di indennizzo derivanti dalla perdita del posto di lavoro (cassa integrazione, sussidi di disoccupazione, prepensionamenti, ecc.), ma non le altre forme di reddito già esistenti (pensioni, crediti alle famiglie, ecc.). Lo scopo del reddito di cittadinanza è quello di fornire una liquidità monetaria spendibile sul mercato finale delle merci così da consentire il pieno godimento dei diritti di cittadinanza e di socialità senza necessariamente essere inserite in un contesto gerarchizzato di produzione materiale e immateriale: da questo punto di vista il basic income concorre a garantire la cittadinanza economica e sociale.
Uno dei punti di forza del progetto è il carattere preventivo nei riguardi della povertà e dell'esclusione sociale. Se negli anni '50 e '60 il lavoro garantiva la partecipazione al benessere economico e l'inclusione sociale, oggi questa garanzia non esiste più: il fenomeno dei "working poor", ovvero di coloro che, pur lavorando, rimangono al di sotto della soglia di povertà è un fenomeno moderno. Il reddito di cittadinanza è strumento di inclusione sociale (e quindi di progresso civile) per due ragioni principali: da un lato garantisce nell'immediato le risorse materiali per consentire una vita dignitosa a tutti e quindi risolvere, pur limitatamente, l'aspetto della sopravvivenza primaria, dall'altro aumenta il grado di autonomia dal ricatto del bisogno e quindi dalla necessità di sottostare a condizioni lavorative e/o di procacciamento di reddito al limite della schiavitù o della legalità.
Le risorse distribuite con il reddito di cittadinanza possono provenire da tasse appositamente istituite (sulla terra, sulle risorse naturali, sui movimenti di capitali...), oppure dai dividendi ottenuti da investimenti pubblici, altri ancora hanno proposto di utilizzare la creazione di moneta.
Una delle critiche più ricorrenti alla proposta di reddito di cittadinanza sostiene che sarebbe un disincentivo al lavoro. Questa osservazione potrebbe essere vera se i) l'ammontare garantito fosse sufficientemente elevato da non far desiderare un reddito addizionale e ii) se il reddito monetario fosse l'unico incentivo al lavoro.
Per quanto riguarda la prima condizione, può verificarsi nel caso di persone con bassa qualifica, che possono trovare solamente impieghi a bassa remunerazione, ma in questo caso la presenza del basic income contribuirebbe ad aumentare i salari più bassi e a permettere ai lavoratori meno qualificati di dedicare tempo a migliorare la propria formazione.
Per quanto riguarda la seconda condizione, non sembra verificarsi empiricamente. Gli individui ripongono anche altre aspettative nel lavoro: la creazione di reti, il riconoscimento sociale, la soddisfazione nello svolgere una determinata attività, l'utilità del proprio lavoro.
La critica mossa deriva anche dall'osservazione dei casi dei programmi assistenziali condizionati allo stato di disoccupazione: i beneficiari si vedono talvolta costretti a rifiutare un lavoro o un reddito addizionale per non perdere l'assistenza, causando la cosiddetta trappola della disoccupazione o della povertà, in particolare in contesti in cui il mercato del lavoro è più instabile e con salari più bassi. L'incondizionalità del reddito di cittadinanza mira proprio ad evitare questa trappola.
Un risvolto interessante del basic income è l'aspetto di genere. Le donne hanno normalmente più difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro a causa della persistenza di discriminazioni e per le maggiori responsabilità domestiche, in particolare laddove è carente un sistema di servizi di cura. Il reddito di cittadinanza può essere visto come una retribuzione del lavoro domestico, oppure come risorsa per reperire sul mercato i servizi di cura, lasciando alle donne più tempo per dedicarsi al lavoro retribuito. La possibilità di accedere a risorse proprie comporta infine una maggiore autonomia delle donne dai propri mariti.
Il reddito di cittadinanza può quindi essere visto come una remunerazione del lavoro domestico, di cura, ma anche delle attività socialmente utili e di quelle legate all'istruzione e alla formazione. In questo modo il concetto di lavoro recupera il suo significato originale di occupazione intesa come attività che realizza le persone e utile alla società. L'introduzione del basic income comporterebbe inoltre una migliore distribuzione tra tempo di lavoro, tempo di cura e tempo libero.
Il reddito di cittadinanza può avere effetti positivi anche dal punto di vista delle condizioni di lavoro e sul livello di occupazione. Innanzi tutto la disponibilità di risorse da utilizzare per i consumi comporta un sostegno della domanda di beni e quindi anche di impiego. In secondo luogo, come già accennato, la garanzia di un reddito al di fuori del mercato del lavoro può comportare una maggior forza di contrattazione delle condizioni di lavoro. Terzo, la presenza del reddito di cittadinanza può favorire un aumento dei salari più bassi, facendo rifiutare agli individui le mansioni meno remunerative; infine il basic income può causare l'uscita dal mercato del lavoro di alcune categorie di persone, quali gli studenti, ma anche gli anziani che rimangono attivi solo per necessità, con un miglioramento della qualità della vita.

Nella realtà, programmi di reddito di cittadinanza, più o meno ortodossi, sono presenti sotto diverse forme. Ecco alcuni esempi:

Alaska
Dagli anni '80 è stato introdotto un reddito di cittadinanza per tutti gli individui, dalla nascita alla morte, completamente incondizionale, uguale per tutti; inizialmente era un ammontare ristretto, ma dal 2001 è salito a 2.000 dollari annui. L'origine di questo dividendo sociale non è legato alla lotta alla povertà, ma alla decisione di usare i benefici derivanti dallo sfruttamento dei giacimenti  petroliferi per la creazione di un fondo e distribuire annualmente i dividendi a tutti i residenti. È l'unico esempio al mondo di basic income propriamente detto e il cui importo non sia simbolico.

L'Unione Europea
Tredici paesi dell'UE (tra i quali non è compresa l'Italia), hanno introdotto un sistema di reddito minimo, ma di tipo condizionale. Innanzitutto è legato alla situazione familiare dell'individuo: non  può essere concesso ai ricchi e non è individuale, ma distribuito alle famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà. Inoltre è subordinato alla ricerca attiva di un lavoro e alla disponibilità di accettare un impiego proposto. L'ammontare varia da paese a paese, ma è generalmente superiore a quello distribuito in Alaska, ad esempio in Belgio è di circa 600$.
In alcuni paesi europei è anche presente un altro modello di reddito minimo garantito, universale, subordinato all'età: pensioni sociali a chi a più di 65 anni , senza tener conto di eventuali altre forme pensionistiche, della situazione familiare, ecc., o redditi minimi per i giovani, per i minori, indipendenti dalla posizione economica dei genitori.

Sud Africa
A partire dalla fine dell'apartheid, è prevista una pensione minima a tutte le donne con più di 60 anni e agli uomini con più di 65 anni che non ricevono una pensione dal settore formale. Questo esempio costituisce il caso di maggiore redistribuzione in tutta l'Africa sub-sahariana.

Brasile
Negli anni '90 sono stati condotti numerosi esperimenti a livello municipale di borse scolastiche (bolsa escolar): le famiglie con redditi inferiori ad un certo livello e con figli di età compresa tra i 7 e i 14 anni potevano beneficiare di un reddito minimo a condizione che i bambini frequentassero la scuola.
La proposta del reddito di cittadinanza può essere vista come un'alternativa innovatrice, provocatoria e stimolante di fronte agli aspetti più tradizionali e diffusi del lavoro. Da sola non può essere sufficiente a garantire migliori condizioni nel mercato del lavoro e di equità di genere, ma combinata a politiche pubbliche concrete diventa uno strumento forte per permettere alle persone di vivere una vita più libera, con maggiori possibilità di scelta e una più giusta distribuzione del lavoro e del reddito.


RIFERIMENTI
AA. VV. (2008) Renta básica universal: ¿derecho de ciudadanía? Perspectivas europeas y latinoamericanas. Seminario iberoamericano, Montevideo 3-4 novembre 2008.
http://alainet.org/active/36226⟨=es
http://www.basicincome.org/bien/aboutbasicincome.html
http://www.bin-italia.org
http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm
http://www.proteo.rdbcub.it/mot.php3?id_mot=30

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