Banca del Tempo

Una Banca del Tempo (BdT) è una libera associazione tra persone che si autogestiscono e si scambiano reciprocamente attività, servizi e conoscenze. Si tratta di un istituto di credito in cui però le transizioni non sono basate sulla circolazione di denaro ma sulla “circolazione” di tempo; il valore delle attività scambiate, infatti, viene misurato in ore.
La prima BdT è nata nel 1992 a Parma per iniziativa del sindacato pensionati della UIL ed attualmente gli istituti avviati e funzionanti in Italia sono circa 80.

Coloro che aderiscono al sistema ed aprono un conto presso la Banca del Tempo del loro territorio, diventandone soci, vengono chiamati tempo-correntisti.

Quando il correntista usufruisce di un servizio che presuppone un certo numero di ore utilizzate, ha poi l'obbligo di “spendere” lo stesso numero di ore a favore di altri. Queste ore gli vengono addebitate sul suo conto corrente personale. Il correntista non ha l'obbligo della restituzione diretta nei confronti del soggetto che gli ha prestato il servizio, egli diviene semplicemente debitore nei confronti della banca, che avrà il compito di incrociare tutte le domande e le offerte che le pervengono, nel modo più ottimale possibile.

In questo modo si possono scambiare un'ampia gamma di servizi ed in modo differito nel tempo. Al momento dell'adesione al sistema della BdT, il tempo-correntista riceve un blocchetto di assegni; questi sono necessari per facilitare le transazioni e contabilizzarle. Su ogni conto vengono registrati sia i crediti (le ore date, cioè gli assegni depositati) che i debiti (le ore ricevute, cioè gli assegni spesi). Non si maturano interessi (né attivi né passivi) e si ha solo l'obbligo di pareggiare il conto.


La regola fondamentale delle banche del tempo è  lo scambio: i servizi, infatti, non vengono erogati a senso unico ma devono prevedere sempre una controprestazione. Si tratta si scambi che possono avere natura materiale (si pensi alle mansioni domestiche quotidiane o al servizio di baby-sitting) o immateriale (la messa a disposizione del proprio sapere ed il favorire la socializzazione).
La pari dignità delle attività prestate è anch'essa un principio fondamentale: ogni prestazione è uguale alle altre in termini di tempo e, così facendo, si dà la possibilità ad ognuno di mettersi a disposizione in base alle proprie capacità.

E' inoltre previsto un sistema assicurativo, al fine di tutelare i prestatori dei vari servizi. La BdT si occupa direttamente di stipulare la polizza (che copre i danni a persone e cose) con la compagnia assicurativa e di aggiornare periodicamente i dati sui soci presenti e ritirati.
Gli unici scambi “monetari” sono previsti come quota di partecipazione alla BdT, come premio assicurativo e come costi inerenti i servizi prestati (rimborsi spese per gli spostamenti o costo del materiale utilizzato durante l'attività).

Attraverso una banca del tempo si recuperano le abitudini di mutuo aiuto reciproco, si facilita la conciliazione dei tempi del lavoro retribuito con quelli del lavoro di cura familiare, si valorizzano competenze e vocazioni rafforzando l'autostima personale, si contribuisce a superare condizioni di isolamento, solitudine, emarginazione culturale e sociale.
L'esistenza delle Banche del Tempo viene prevista dalla Legge n.53/2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città ” che prevede, oltre alla costituzione delle stesse, il sostegno da parte degli enti territoriali in cui le stesse operano.
Sarebbe fondamentale creare un rapporto continuativo tra la BdT e gli enti territoriali più vicini, in particolare il comune in cui la stessa opera. D'altra parte, vista la necessità che l'Amministrazione partecipi alle spese per costruire il progetto, si potrebbe pensare di recuperare poi questi costi mettendo a disposizione un certo monte ore di attività dei soci per servizi di pubblica utilità. Proposta ancora migliore sarebbe quella di consentire al Comune di diventare socio della BdT, al fine di avviare forme collaborative continuative.

RIFERIMENTI
http://www.tempomat.it/
http://www.bdtitalia.altervista.org/

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