librone dell'oracolo - autogestione

Eco-villaggio

L'eco-villaggio può essere definito come una comunità intenzionale ecosostenibile, ossia come un gruppo di persone che hanno scelto di lavorare insieme avendo come obiettivo l'ideale comune della sostenibilità, intendendo come tale l’attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni, migliorando al contempo le prospettive delle generazioni future. Si tratta quindi di un laboratorio sperimentale nel quale si cercano e si studiano stili di vita alternativi all'attuale modello socio-economico. In particolare, in un eco-villaggio, i nuclei abitativi vengono progettati per ridurre al minimo l'impatto ambientale, si utilizzano energie rinnovabili e si punta sull'autosufficienza alimentare grazie ad agricoltura biologica e permacoltura. Si può quindi affermare che l'eco-villaggio vuole creare nuove forme di convivenza, in contrapposizione alle disgregazioni di tessuti familiari, culturali e sociali presenti oggigiorno.

 

Esistono diversi tipi di eco-villaggio: si differenziano per l'obiettivo fondante, per le dimensioni, per la localizzazione (urbana o rurale), per la presenza di gruppi laici o religiosi, per il fatto di vivere in un'unica struttura o in diverse abitazioni.

Vivere in un eco-villaggio significa condividere, al di fuori della ristretta cerchia parentale, l'educazione dei propri figli, la preparazione dei pasti ed il lavoro. Si è in grado, da un lato, di migliorare la qualità della propria vita, in quanto si aumenta la socialità e si ha a disposizione più tempo libero e dall'altro di limitare i costi (sia economici che ambientali) in quanto si riduce considerevolmente il numero degli elettrodomestici utilizzati.

 

IL FUNZIONAMENTO DI UN ECO-VILLAGGIO

All'interno di un eco-villaggio generalmente la proprietà del terreno e delle case è comune. Ogni abitante lavoratore versa in una cassa comune il proprio stipendio e, una volta prelevato una paga uguale per tutti precedentemente stabilita, si utilizzano tutte le risorse per le spese comuni (spese mediche, educazioni dei bambini, trasporto, spese energetiche, cibo, abitazioni ecc.). Altre volte invece il sistema di retribuzione è differenziato a seconda dell’attività svolta e tassazione successiva che ridistribuisce la ricchezza.

Inoltre vi sono sia coloro che lavorano all'esterno della comunità che i lavoratori interni. Questi solitamente lavorano 8 ore al giorno, cercando di vivere il lavoro in maniera gratificante anche perché tra gli obiettivi di base c’è il proposito di vivere il lavoro come espressione della propria creatività e non come obbligo.

Vi sono inoltre i lavoro inerenti la gestione generale della comunità (preparazione dei pasti, amministrazione, manutenzione o autocostruzione dei locali, attività sociali, ospitalità, ecc.) che vengono ripartiti in modo uguale tra tutti i membri e che spesso si traducono in una riduzione del carico di lavoro individuale: l’educazione dei bambini, la preparazione dei pasti e la pulizia della casa. Grazie all'organizzazione e alla condivisione di alcune mansioni, nelle realtà più consolidate dal punto di vista economico, si cercano di aumentare le occasioni di viaggi, scambi con altre comunità, arte e cultura.

Dal punto di vista del governo dell'eco-villaggio, le decisioni importanti vengono prese con il metodo del consenso all'unanimità e per la risoluzione dei conflitti sono interpellati mediatori esterni.

 

LA STORIA E LE REALTÀ PRESENTI

Si parla di eco-villaggio per la prima volta nel 1991, con la pubblicazione del volume “Eco-villages and Susteinable Communities” di Robert e Diane Gilman, al quale è seguita la nascita del Global Ecovillage Network (GEN o Rete Globale degli Ecovillaggi), un sistema che collega fra loro le esperienze più significative di insediamenti umani sostenibili in tutto il mondo, e collabora con numerose altre associazioni e reti nazionali che lavorano per una società sostenibile e un mondo migliore.

La maggior parte degli eco-villaggi si trova negli Stati Uniti, ma vi sono realtà consistenti di questo tipo anche in Gran Bretagna, Irlanda e Germania.

In Italia, gli eco-villaggi (seppur diversissimi tra loro) si coordinano attraverso la Rete Italiana Villaggi Ecologici (RIVE), nata nel 1996 ad Alessano (Lecce). Scopo della Rete è quello di far conoscere le esperienze comunitarie, ritenute fertili laboratori di sperimentazione sociale ed economica.

 

AUROVILLE

Fondata 1968, situata nello stato indiano del Tamil Nadu, Auroville è uno degli esperimenti più noti e meglio riusciti di ecovillaggio. Essa persegue un progetto internazionale riconosciuto, approvato dall'UNESCO e sostenuto dal Governo Indiano

La finalità di Auroville è di realizzare l'unità umana nella diversità, attraverso la trasformazione della coscienza e la ricerca nella pratica di una forma di vita sostenibile, in grado di affrontare le future necessità culturali, ambientali, sociali e spirituali dell'umanità.

La comunità di Auroville, in continua espansione, al momento annovera intorno ai 2200 residenti provenienti da circa 47 nazioni. Vivono in più di cento insediamenti di dimensioni e caratteristiche diverse, situate in terre del territorio di Auroville intervallate a terre che appartengono ai villaggi, per una superficie totale di 20 Kmquadrati. Sono impegnati in svariate attività nei settori agricolo/ambientale, delle energie rinnovabili, dell'educazione, della salute, della cooperazione con i villaggi, delle costruzione, dell'elettronica, del commercio, dell'amministrazione. Sono tutti volontari che ricevono mensilmente un “mantenimento” di base di rupie locali, oppure provvedono ai propri bisogni, in parte o interamente, con le proprie risorse come contributo al progetto.

Le terre e i beni di Auroville appartengono ad un organo, designato dal Governo, chiamato Fondazione Auroville. Tutto è essenzialmente di proprietà collettiva, all'interno della comunità non esiste proprietà privata delle terre o dei servizi.

La comunità è interamente autogestita e al suo interno la partecipazione a partiti politici è proibita.

Il finanziamento generale proviene da 5 fonti: il governo indiano ed alcune organizzazioni non governative indiane e straniere; ventiquattro centri di Auroville International ed uffici di collegamento in tutto il mondo; una percentuale dei profitti provenienti dalle molte attività commerciali di Auroville; singoli individui “amici di Auroville” in India e all'estero; e, sostanzialmente, dagli stessi aurovilliani.

 

 

RIFERIMENTI

www.wikipedia.it

http://www.mappaecovillaggi.it/

http://gen.ecovillage.org/

http://www.auroville.org

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