Microcredito

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione di accedere ai servizi finanziari.


STORIA
Nasce in Bangladesh nel 1976 grazie all'iniziativa di Mohamed Yunus, un professore di Economia che riteneva fondamentale per lo sviluppo del proprio Paese rivolgersi alle necessità dei più poveri della società.
In Bangladesh, come nella totalità dei Paesi in Via di Sviluppo, milioni di famiglie vivono grazie ad una mera economia di sussistenza ed hanno enormi difficoltà ad accedere ai prestiti delle banche tradizionali a causa dell'inadeguatezza o mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali. La maggior parte di queste persone per ottenere prestiti si rivolge quindi agli usurai; in questo modo però viene da essi sfruttata e non è in grado di uscire dal circolo di povertà.
Fondando la Grameen Bank (Banca del Villaggio), definita anche come prima Banca dei Poveri, Yunus avvia dei programmi di microcredito al fine di consentire anche ai più poveri di avviare delle attività imprenditoriali, facendo loro pagare interessi ad un tasso bassissimo.

Tali programmi seguono particolari regole:
coloro che richiedono il prestito devono seguire inizialmente dei corsi di formazione per imparare a gestire il denaro nel modo più appropriato;
il singolo, per accedere al credito, deve appartenere ad un gruppo di persone che gli facciano da garanti personali; si tratta quindi di un prestito d'onore, basato sulla fideiussione di queste persone. Dato che in caso di mancato rimborso tutti i membri del gruppo sono responsabili, in ogni gruppo le persone devono conoscersi bene ed avere fiducia reciproca.

La restituzione del prestito avviene sempre in forma rateale, spesso settimanale, in modo che eventuali difficoltà del debitore siano subito evidenziate e diano modo alla banca di intervenire in tempo, ad esempio concedendo delle dilazioni. L'attività della Grameen Bank è stata possibile anche grazie all'intervento dei banchieri ambulanti, i quali si sono recati personalmente nei villaggi bengalesi a proporre questo sistema a nuovi clienti (in maggioranza donne) o a riscuotere le rate.

 

RISULTATI E PROSPETTIVE
Il microcredito ha permesso il miglioramento delle condizioni di vita dei beneficiari, che possono così avviare un'attività artigianale o migliorare quella già praticata grazie all'acquisto di nuove attrezzature. Inoltre, il tasso di restituzione dei prestiti erogati è stato ed è tuttora in media del 99%, e con gli utili conseguiti la banca paga gli stipendi degli impiegati ed allarga ulteriormente il giro dei prestiti.

In numerosi Paesi in Via di Sviluppo alcune banche dei poveri si sono associate a livello internazionale, creando il MicroFinance Network. Fra i componenti di tale organizzazione ci sono ONG, banche commerciali ed istituzioni di supporto che offrono consulenza tecnica.
Negli ultimi tempi il microcredito si sta diffondendo anche nelle economie avanzate a sostegno di coloro che in questi Paesi vivono sulla soglia della sussistenza o al di sotto di essa. A differenza dei PVS, in cui bastano ridotte entità di denaro per consentire l'avvio di microattività, nei Paesi Occidentali è necessario prevedere degli adattamenti, considerando il fatto che il costo della vita è consistentemente più elevato.
In Europa si è creata la EMN (European Microfinance Network), una rete europea di microfinanza che associa 54 organizzazioni e reti di microfinanza di 21 paesi dell’Europa occidentale e centro-orientale.
In Italia sono sorti una serie di fondi, associazioni, cooperative e fondazioni che operano nel settore del microcredito per sostenere le diverse necessità delle persone più indigenti: dall'aiuto per ripagare le rate dell'affitto al credito indirizzato all'avvio di nuove attività economiche.
Alcune di queste realtà si sono unite in una rete, RITMI (Rete Italiana di Microfinanza), al fine di scambiarsi informazioni, competenze e strategie e creare una banca dati, generando anche vantaggi per i destinatari dei crediti.
Il meccanismo di funzionamento di questi enti si basa su tassi di interesse vicini a quelli di mercato ma offre condizioni complessive migliori per il destinatario, a partire dalle garanzie relazionali e solidali.
Sulla spinta dei più recenti social network, in rete è nato anche Kiva (www.kiva.org), un sistema attraverso il quale è possibile mettere in contatto chi ha bisogno di denaro e l'eventuale donatore, il quale può erogare direttamente il suo contributo valutando i diversi progetti proposti sul sito.

RIFERIMENTI
www.wikipedia.it
http://www.mfnetwork.org/
http://www.microfinanza-italia.org/microfinanza_ritmi.php

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