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Quanta bella gente il 17 ottobre

“Il locale giusto per bella gente”. E’ lo slogan di un famosissimo locale di Milano. Chiamiamolo “Cinecittà”.  Quante persone potrà contenere? 100? 1.000? Sicuramente tutte bellissime. Io, però, di bella gente ne ho incontrata molta di più, e tutta in una volta. 200.000 persone. D-U-E-C-E-N-T-O-M-I-L-A! Tutta bella, splendida gente. Succede a Roma il 17 ottobre, alla Manifestazione Nazionale Antirazzista. Gente di tutti i tipi: diverso il colore, diversa la provenienza, diverse la lingua, l’abbigliamento, le bandiere… Del resto, a differenza che al Cinecittà, qui non ci sono PR né selezione all’ingresso.  E così entra  davvero chiunque. Mah! Eppure, a ben guardare, in fondo i personaggi che si vedono in giro non sono poi così diversi da quelli della discoteca milanese (almeno credo; ebbene sì, lo confesso, io al Cinecittà non ci sono mai stato!).

Anzi, sembrano proprio un po’ gli stessi. C’è il ragazzo tutto muscoli e abbronzatura (sfido, è camerunense). marcia contro il razzismo
C’è la sventola biondissima (badante moldava…). C’è anche il passatello che continua a voler fare il giovane (veramente è un po’ strano: va in giro con una bandiera con su scritto ANPI; boh, sarà una abbreviazione della famosa marca Anpipijri, o qualcosa del genere…).  Poi ci sono l’intellettuale (che dà sempre un certo tono al locale; lo vedo, veramente oggi un po’ defilato, con il sigaro e la giacca di velluto); il rampante (tutto vestito in blu; forse però è una tuta e non un completo Armani); il viveur che nella vita ne ha viste di tutte (beh, qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta). Forse manca il calciatore del momento, però troverò sicuramente qualche campione: con tutti questi keniani e nordafricani non mancherà certo qualche promessa della corsa di fondo! E, comunque, ci deve sicuramente essere almeno una velina: non posso credere che la ragazza sudamericana che salta e canta là davanti non sia almeno valletta in qualche trasmissione TV!
Insomma, pur senza “security” alla porta anche qui, come al Cinecittà, è pieno di bella gente. E allora un consiglio ai gestori del locale di Milano mi sento di darlo: togliete i buttafuori,  non respingete all’ingresso senza conoscere. Arriverà tanta bellissima gente. E la serata sarà più bella. Per tutti.
Dimenticavo. Alla festa di Roma (perché è stata una vera festa, allegra e gioiosa) non sono potuti venire Yaguine e Fodè. Due  ragazzi guineani di 14 e 15 anni, che hanno scritto questa lettera (da “La macchia della razza” di Marco Aime):

"Eccellenze. Signori membri e responsabili d’Europa, abbiamo l’onore, il grande piacere e la fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi dell’obiettivo del nostro viaggio e della nostra sofferenza di bambini e giovani dell’Africa. Voi siete per noi, in Africa, coloro a cui chiedere soccorso. Noi vi supplichiamo, per amore del vostro continente, in nome dei sentimenti che nutrite per il vostro popolo e soprattutto per l’amore che avete per i vostri figli che amate per la vita. Inoltre, per amore del nostro creatore Dio onnipotente che vi ha dato tutte le buone esperienze,  ricchezze e potere per ben costruire ed organizzare il vostro continente e farne il più bello ed ammirabile fra tutti. Signori membri e responsabili d’Europa, è per la vostra solidarietà e gentilezza che noi vi chiediamo soccorso in Africa. Aiutateci, noi in Africa soffriamo enormemente, abbiamo dei problemi ed alcune mancanze a livello di diritti. Abbiamo la guerra, le malattie, la penuria di cibo, ecc. Quanto ai diritti dei bambini, è in Africa e soprattutto in Guinea che abbiamo troppe scuole ma una gran mancanza di istruzione e insegnamento. Salvo nelle scuole private dove si può avere una buona istruzione e buon insegnamento, ma ci vogliono forti somme di denaro. Ora, i nostri genitori sono poveri e ci devono nutrire. Inoltre non abbiamo neanche  scuole sportive dove praticare il calcio, il basket o il tennis. Per questo noi, bambini e ragazzi dell’Africa, vi chiediamo di fare una grande, efficace organizzazione per l’Africa, per permetterci di progredire. Dunque se vedete che ci sacrifichiamo e mettiamo a repentaglio la nostra vita è perché in Africa si soffre  troppo e c’è bisogno di lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa. Infine, vi preghiamo di scusare molto per aver osato scrivere questa lettera a Voi, i grandi personaggi a cui dobbiamo molto rispetto. E non dimenticate che è con voi che dobbiamo lamentarci per la debolezza della nostra forza in Africa.

Yaguine koita e Fodé Tounkara

Nel caso morissimo, consegnare ai Signori membri e responsabili dell’Europa."

marcia contro il razzismo

No, non c’erano a Roma Yaguine e Fodé. La lettera la avevano con loro quando sono morti di freddo nascosti nel vano carrello dell’aereo che avrebbe dovuto portarli in Europa. Non erano bella gente e così il guardiano all’ingresso non li ha fatti entrare. A Roma eravamo lì anche un po’ per loro.

marcia contro il razzismo

Fabio

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