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Tra "violenti" e banche armate

Sabato 4 luglio ho partecipato alla manifestazione organizzata a Vicenza dal Presidio No Dal Molin per opporsi all'ampliamento dell'aeroporto militare statunitense volto a realizzare una nuova installazione militare per riunificare la 173° Brigata Aerotrasportata e trasformarla nella più potente unità da combattimento schierata all’esterno dei confini nordamericani (come si vede, encomiabile progetto pacifista).

Così, il giorno dopo, leggendo i quotidiani, ho scoperto di essere, a seconda delle varie versioni, un "facinoroso", un "autonomo" (??), un "violento", un "sedicente pacifista", e via improvvisando...

In effetti, ripensandoci, solo dopo ho capito che la vecchietta vicentina che nel corteo mi era davanti doveva essere una nota terrorista e che il bambino di 3-4 anni sulle spalle del papà che ho fotografato, fra una pappa e l'altra stava probabilmente tramando chissà quali disegni eversivi.

 

Però, mentre mi trovavo nel bel mezzo di questa rete cospirativa, mi sono un po' interrogato sul vero significato del termine "banche armate".

 

Da tempo, infatti, la campagna che porta questo nome svolge un'opera di informazione sul numero e sull'ammontare autorizzato delle operazioni export finanziate dai vari Istituti bancari (sito www.banchearmate.it - nonostante i dati ufficiali forniti dal Governo siano spesso estremamente lacunosi, vedasi ad esempio l'anno scorso). Purtroppo, però, il concetto di "banche armate" è in realtà molto, molto più ampio, e comprende anche diversi Istituti che non rientrano nella liista citata e che, anzi, proprio per questo motivo si spacciano per banche "etiche". Basta citare qualche cifra (è solo un piccolo campionario). Nel 2006, le forze armate statunitensi hanno deliberato l'appalto per il c.d. "Mega IV multiple buildings naval air station" della base di Sigonella, per 59,5 milioni di euro; nel marzo 2008 sempre le Forze Armate USA hanno chiuso un contratto con la coop C.M.C. di Ravenna proprio per la infrastrutture del Dal Molin di Vicenza per 245 milioni di euro; nell'aprile 2009 il Governo italiano ha approvato l'acquisto di 131 caccia JSF (F-35) per un totale di 12,9 miiliardi di euro (!!), accordo che impilca la realizzazione a Cameri (No) di un centro europeo di revisione, riparazione e modifica dei velivoli per 605,5 milioni di euro. E così via divertendosi...

Si tratta, come si vede, di appalti per cifre enormi, per i quali le aziende coinvolte fruiranno di giganteschi finanziamenti da varie banche molte delle quali, non trattandosi di importi direttamente connessi con l'export di armi, non verranno segnalate nell'elenco "incriminato".

Domanda: i "violenti" e "facinorosi" siamo proprio io, la vecchietta e il bambino del corteo del 4 luglio? Così almeno mi è parso di capire dal modo in cui i mezzi di informazione hanno parlato della manifestazione...

Fabio

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