Stop TTIP Italia

La campagna Stop TTIP nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori con l'obbiettivo di una mobilitazione comune contro l'approvazione del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra Stati Uniti e Unione Europea.
Solo in Italia alla campagna hanno aderito più di 60 tra associazistopttipitaliaoni, sindacati, enti pubblici, cittadini e comunità che, da una parte tentano di fermare la sua approvazione, dall'altra di diffondere tutte le alternative possibili e più efficaci, ad esempio rafforzando i mercati locali con programmazioni territoriali regionali e locali.

Il trattato di liberalizzazione degli scambi tra Stati Uniti e Unione Europea, i cui negoziati sono iniziati ufficialmente nel luglio 2013, mira all'abbattimento non tanto di dazi doganali (già quasi inesistenti) ma di barriere non tariffarie, quindi standard di sicurezza e qualità su aspetti quali alimentazione, servizi sanitari, servizi sociali, tutele e sicurezza sul lavoro. In questo ambito il rischio messo in evidenza dalla campagna Stop TTIP è proprio quello di una progressiva corsa all'abbassamento di questi standard, penalizzando i cittadini e l'ambiente, rischio difficilmente quantificabile vista la segretezza con cui procedono le trattative.

Un altro rischio nasce dal fatto che tra i principali obiettivi del negoziato c’è la tutela dell’investitore e della proprietà privata attraverso la costituzione di un organo di risoluzione delle controversie: un arbitrato internazionale a cui le aziende possono ricorrere se reputano che il Governo ostacoli il loro profitto con normative non conformi al trattato. La criticità maggiormente evidenziata dalla mobilitazione è che queste vertenze non sarebbero giudicate da tribunali ordinari ma da avvocati commerciali specializzati i quali giudicherebbero solo sulla base del trattato stesso.

In quest'ottica, decisamente anti-democratica, si situa anche un altro organismo previsto dal trattato: il Regulatory Cooperation Council. Questo è preposto alla valutazione dell'impatto commerciale di ogni marchio, regola, etichetta, contratto di lavoro e standard di sicurezza attraverso esperti nominati dalla Commissione Europea e dal ministero statunitense competente; a loro discrezione verrebbe valutato il rapporto costi/benefici di ogni misura e il livello di conciliazione e uniformità tra USA e UE da raggiungere.

La campagna, attraverso punti informativi, volantinaggio, flash mob, iniziative e soprattutto una petizione che ha raggiunto ormai più di 2 milioni di firme, si propone di promuovere una mobilitazione dal basso e di rendere i cittadini più informati e consapevoli della ricaduta che potrebbe avere il trattato su popolazione e ambiente.

La Mag4 partecipa a questa campagna perché ritiene fondamentale bloccare i negoziati di questo ulteriore trattato il cui obbiettivo rimane quello di promuovere un liberismo spinto e di proteggere i profitti dei grandi gruppi piuttosto che le persone.

Per aggiornamenti e novità sui negoziati e sulla campagna:

http://www.mag4.it/rete/la-crisi-delloccidente.html

http://www.mag4.it/rete/meno-finanza-per-tutti.html

Per saperne di più: http://stop-ttip-italia.net/

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