E’ alle porte un cambiamento epico nel mondo dell’associazionismo, e restano pochi mesi per prepararci. Molti articoli di settore titolano "Dal regime di esenzione al regime di esclusione" e dietro queste poche parole, si apre un mondo nuovo, per molte realtà inesplorato, con cui è necessario familiarizzare.

In buona sostanza questo comporta, come già scritto, per molti ETS l’obbligo di apertura della partiva iva e conseguente fatturazione elettronica ed adempimenti fiscali. Ma non solo. Varia il calcolo della base imponibile, per dirla come da legge, il coefficiente di redditività, sul quale verranno applicate le imposte. Avranno aliquote differenziate a seconda del tipo di ETS a cui si riferiscono (ETS non commerciali, ODV ed enti filantropici, APS e SOMS).

Vedranno finalmente la loro attuazione gli articoli del Codice del Terzo Settore relativi al regime fiscale degli ETS, in particolare gli art. 79, 80, 84, 85 e 86. Anche le ONLUS sono coinvolte da questo cambiamento, cesseranno di esistere con relativa cancellazione dal registro dal primo gennaio 2026 ed avranno tempo fino a marzo per valutare se iscriversi al RUNTS o se operare come "associazioni semplici" con obbligo di devoluzione del patrimonio. Nuovo regime fiscale alle porte anche per le Imprese sociali: in questo caso la variazione normativa è volta a riconoscere il valore sociale delle attività svolte da questo specifico ETS, andando a ridurre anche qui la base imponibile del reddito sottoposto a tassazione. Insomma si tratta di un cambiamento traversale a tutti gli ETS che impatterà non poco sulle amministrazioni interne e sull’operatività degli enti.

Per accompagnare i soggetti coinvolti da questo cambiamento, abbiamo realizzato uno specifico pacchetto di consulenza teorico e pratico, per analizzare insieme le novità che ci attendono.

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Ingranaggi - Laura Ockel su Unsplash