storia

Arriviamo dall’obiezione di coscienza, dai movimenti sociali, dalla non violenza.
Camminiamo verso un mondo più giusto e dignitoso per tutti.

La nascita

I movimenti che si svilupparono negli anni sessanta e settanta iniziarono ad interrogarsi, tra gli altri, sul tema della guerra e della speculazione che avviene sopra le nostre teste; da questi primi pensieri nacque l’esigenza di ragionare criticamente anche sul tema del denaro, provando ad immaginare come questo potesse essere autogestito e sottratto alle banche armate.

L'obiezione monetaria nacque in Italia negli anni 70, quando vennero alla luce alcuni grandi scandali finanziari che disvelarono il finanziamento di attività illecite e di regimi razzisti e dittatoriali (es. B.N.L./Iraq, ecc.).
Furono sempre di più le persone che mal digerivano la contraddizione tra l'impegno quotidiano nel sociale, e la mancanza di controllo sull'utilizzo del proprio denaro.
In questo panorama, nel 1978 nasce a Verona la prima Mag italiana (Mutua Auto Gestione), ma anche altri territori sono in fermento. La MAG4 nasce a Torino nel 1987, sulla base di alcuni principi ispiratori e grazie all’iniziativa di 16 soci fondatori.

La sfida dalla MAG riguarda fin da subito la creazione di un circuito economico alternativo che consista in un canale indipendente di finanziamento, più equo e dignitoso, che tenti di opporsi alla logica bancaria del "dare a chi ha già".

Iniziarono ad arrivare i primi fondi conferiti dai soci, con i quali fu possibile iniziare l’attività di finanziamento a favore di altri soci, e cominciare così l’attività finanziaria vera e propria di MAG.
Nel 1990 i soci superano il centinaio con circa 200 milioni di lire interamente investiti a favore di altri soci, ma è con l'assunzione nel 1991 di due dei soci fondatori che la cooperativa comincia a crescere e consolidarsi sul serio.
Ci pensa la Banca d'Italia a bloccare la fulgida crescita delle ormai otto Mag italiane: la rivoluzione legislativa che si concluderà nel 1997 impone un miliardo di capitale sociale minimo, per poter effettuare finanziamenti (L. 197 del 5/7/91, "Antiriciclaggio"). MAG4 riesce a superare questa difficoltà, la prima di una lunga serie di normative stringenti ed inadeguate che fin da subito han reso dura la vita delle MAG.

 

Il Gruppo MAG

Infatti nell’arco di poco tempo la normativa vietò alle cooperative finanziarie di raccogliere denaro per tramite dei libretti di risparmio dai soci persone fisiche, altra complicazione, ed altra soluzione da individuare per poter continuare a lavorare. Alla luce di questo ulteriore blocco, MAG ed i suoi soci immaginarono un nuovo strumento per custodire a norma di legge il denaro necessario, fu per questa ragione che nacque la storia del Gruppo Mag. Costituito inizialmente da cinque cooperative socie, distribuite sul territorio e tutte coinvolte direttamente o indirettamente nell’ambito del Commercio equo e solidale, il Gruppo MAG garantì la sopravvivenza della MAG stessa. Entro la fine del 1996 oltre il 70% dei libretti di deposito passò in gestione alle cooperative del Gruppo, che ne versavano una parte in MAG4.
Nel breve tutti i libretti vennero chiusi a norma di legge e riuscimmo ad individuare una forma per poter continuare a finanziare senza disperdere tutte le risorse raccolte fino a quel momento.
Il Gruppo MAG è esistito per lunghi 17 anni, attraversando fasi diverse, ed è stato fondamentale per la vita di MAG4.
Si è poi arrivati nel 2013 a terminare di comune accordo l’esperienza del Gruppo, concludendo anche l’esperienza di controllo reciproco tra le realtà aderenti e lasciando ogni cooperativa autonoma nel rapporto tra i suoi soci e MAG4 stessa.
Molte delle cooperative del Gruppo sono ancora socie di MAG4 e svolgono tutt’oggi un importante ruolo di raccolta di risparmio sul territorio, per se stesse e per MAG.

 

La Banca Etica

In attesa delle future, importanti ulteriori modifiche normative degli anni 2000, la storia di MAG4 si intreccia con la storia di Banca Etica.
La “Cooperativa verso la Banca Etica” vede nel suo primo CDA sedute al tavolo 5 MAG su 6 esistenti allora. La strada condivisa insieme, però, non è stata molta, nonostante il grande impegno profuso. Nel 1997 lo scetticismo rispetto al progetto di realizzare una Banca Etica era ormai alto, e nel febbraio del 1998 MAG4 si dimette dal CDA scrivendo una lettera che conclude con due citazioni: "Se il distacco tra la base e il vertice è eccessivo, la piramide non sta in piedi" (Gandhi) e "Non temo il rumore dei violenti, ma il silenzio dei giusti" (M. L. King). Alle dimissioni seguirà poi nel 2000 il recesso definitivo di MAG da Banca Etica, alla luce della costituzione di Etica sgr, la società che gestisce i fondi anche per conto di Banca Etica.

 

Le MAG

La vita della MAG4 è molto legata a quella delle altre MAG. Insieme a loro abbiamo iniziato a camminare e da allora condividiamo un percorso comune. Le attuali MAG presenti in Italia sono Mag Verona, MAG2, MAG Venezia, MAG6, MAG Firenze, MAG delle Calabrie, e le costituende MAG Roma e MAG Altro tirreno.
La prima nata è la MAG di Verona nel 1978, di seguito tutte le altre; con diversa operatività interna tutte le MAG cercano di produrre cambiamenti che abbiano positive ricadute del territorio e sull’ambiente nel quale viviamo. Hanno tutte la forma giuridica di cooperativa ed intervengono sul territorio in settori comuni agli stessi soci che vi aderiscono: pace, disarmo, ecologia, risparmio energetico, tecnologie appropriate, controinformazione, educazione allo sviluppo, emarginazione, immigrazione, solidarietà sociale, educazione giovanile, commercio equo e solidale.

Le MAG hanno individuato una forma di confronto permanente attraverso la costituzione nel 2003 dell’informale Coordinamento MAGico; una riunione periodica che vede presenti tutte le MAG che desiderano parteciparvi, che ha l’obiettivo di sostenere una elaborazione comune a proposito dei tempi operativi e politici che ci troviamo di volta in volta ad affrontare.

Nuova riforma del TUB, evoluzione di un'idea

Ci piacerebbe, ma le modifiche normative non si concludono con il 1997!
Dal 2007, con l'obbiettivo di limitare l'indiscriminato proliferare di intermediari finanziari, fenomeno caratterizzante degli ultimi anni, la Banca d'Italia inizia la modifica della normativa riguardante i cosiddetti 106 del Testo Unico Bancario (TUB).


Fino a prima di queste modifiche normative, le MAG, legalmente, erano intermediari finanziari iscritti appunto all'articolo 106 del TUB, e sono quindi state investite da questo cambio normativo. Nell'ottica di trovare i punti comuni a tutte le MAG da preservare, nel coordinamento Magico di gennaio 2010 a Torino viene redatto il manifesto della finanza mutualistica e solidale, spesso utilizzato come documento riassuntivo di ciò che le MAG portano avanti con il loro operato. Dopo numerose sollecitazioni da parte delle MAG, il legislatore ha inserito, all'interno dell'art.111 del TUB che norma il microcredito, un riconoscimento della specificità degli operatori di finanza mutualistica e solidale, prevedendo che soggetti senza fini di lucro possano svolgere attività finanziaria, e aprendo quindi uno spiraglio per la sopravvivenza delle MAG così come le conosciamo.

Iniziato nel 2007, finalmente anche questo iter normativo finisce: le disposizioni entrano in vigore il 10 luglio 2015, e il CdA di MAG4 prosegue lo studio per finalizzare l’iscrizione all’albo 111 per operatori di Finanza Mutualistica e Solidale. Rimanere iscritti all’albo 106 per gli intermediari finanziari risulterebbe impossibile per la mole di nuovi adempimenti previsti, che snaturerebbero totalmente l’operatività e la gestione caratteristiche della Finanza Mutualistica e Solidale.

 

Ogni MAG, dopo un confronto al proprio interno e insieme alle altre MAG, ha scelto quale strada percorrere: alcune MAG si sono iscritte all’albo degli operatori di Finanza Mutualistica e Solidale (art 111), altre hanno iniziato una fase di riorganizzazione interna, perché anche questa normativa influisce molto sull’operatività.

 

 

La MAG4 in particolare, individua una soluzione alternativa: la forma di finanziaria infragruppo!
La nuova ipotesi che si fa strada nel panorama di MAG4 è quella di una finanziaria che opera esclusivamente fra soci (e non con il pubblico) e che finanzia solo ed esclusivamente soci cooperative e associazioni ed enti no profit senza che debbano essere apportate modifiche, anche con la nuova normativa. Di fatto ciò che MAG è sempre stata.
La MAG esce quindi dall’orizzonte di Banca d’Italia dato che alla luce della nuova normativa non è soggetta a vigilanza: è inquadrata giuridicamente come cooperativa infragruppo, e continua ad operare secondo i principi del manifesto della Finanza Mutualistica e Solidale. Principi che intendiamo promuovere e sviluppare in collaborazione con le altre MAG, anche se percorrendo strade tecnicamente diverse.

Nella nostra storia per fortuna non c’è solo questo lungo slalom tra i paletti della normativa, ma anche momenti di gioia, di festa e di grandi soddisfazioni. Come la realizzazione di due giornate aperte a tutti i soci in occasione de ventesimo e del trentesimo compleanno della MAG. Momenti in cui ci siam presi tutto il tempo per fare ciò che non si riesce a fare durante la quotidianità: stare insieme per il solo piacere di farlo, ballare e condividere del buon cibo, rivedersi con soci antichi e tirocinanti giovani.

 

In attesa di prossime modifiche normative che prima o poi si presenteranno all’orizzonte, le MAG proseguono la loro vita in direzione ostinata e contraria, contro i colossi del capitale gestito per delega, per dare vita ad un autogestione finanziaria dal basso.

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