presentazione

la Banca Etica

Ma per tornare all'inquadramento generale della nostra cooperativa è necessario anche un passo indietro.
Torniamo quindi al 1995 per ripercorrere l'evoluzione di un altro importante ambito politico e di dibattito interno della MAG4: la Cooperativa Verso la Banca Etica nasce il primo giugno di quell'anno e la portata strategica di questo progetto è andata via via crescendo nel mondo Mag man mano che il panorama legislativo rendeva difficile lo sviluppo di quello stesso modello.
Per quanto convinti che la struttura bancaria avrebbe certamente reso impraticabili parte degli amati e condivisi principi di trasparenza, autogestione e partecipazione, pareva a tutti (con l'importante eccezione della MAG6) un compromesso accettabile: nel Consiglio di Amministrazione iniziale sono presenti ben cinque Mag su sei.

Nonostante si arrivi a tale data dopo grossi conflitti e inutili tentativi di migliorare lo statuto, la MAG4 versa per prima le sue quote di capitale sociale (40 milioni, la metà del massimo), e fa sedere in CdA il suo consigliere più rappresentativo e convinto assertore del progetto, Gigi Eusebi.
Rileggere i suoi successivi rapporti stilati per le discussioni interne al Consiglio di MAG4 è illuminante sul clima di quegli anni: un ambiente "teso e nervoso", la MAG di Verona che recede quasi subito, le altre che sembrano incapaci di fare fronte insieme per arginare almeno in parte i vistosi vuoti di democrazia e trasparenza che segnano i processi decisionali di quei momenti. "Non vi nego che a volte è molto faticoso 'resistere' dentro il Consiglio di Amministrazione. La Banca etica non sarà probabilmente la banca dei nostri sogni, o la proiezione del modello Mag: cerchiamo almeno di mantenerla decente!" scrive Gigi nell'ottobre 1996.

Nel 1997 lo scetticismo prende poco alla volta il sopravvento: sulle pagine di MAGazine di aprile un'intera pagina di domande, tutte senza risposta, sul progetto che intravede ormai una fine coronata da successo inizia a sollecitare il confronto con i soci. In ottobre è pubblicato un ultimo circostanziato articolo molto critico nei confronti della "CTM-MAG, che, ha esercitato ed esercita, nel bene e nel male, il ruolo di 'portiere' del progetto", ma in fondo pacato e speranzoso di "inventare percorsi comuni, di collaborazione e convenienza reciproca".

A febbraio 98, le dimissioni dalla carica di consigliere, con una lettera che destò scalpore di cui si parlò a lungo in molti ambiti. Vogliamo riportare qui due delle citazioni che la concludono: "Se il distacco tra la base e il vertice è eccessivo, la piramide non sta in piedi" (Gandhi) e "Non temo il rumore dei violenti, ma il silenzio dei giusti" (M. L. King).

Ad aprile una lunga intervista alla MAG4, il cui "storico esponente si è dimesso", pubblicata da MAGazine e ripresa più volte altrove, prepara il dibattito assembleare di maggio: in essa è riproposta l'evoluzione della vicenda e le critiche mosse non tanto al progetto, ma alla sua conduzione e al suo progressivo allontanamento dai "paletti" iniziali.
L'assemblea, accesissima e anche divisa, sceglie tra varie opzioni quella di dimezzare le quote di partecipazione in Banca Etica, riaffermando così al contempo l'insoddisfazione e la volontà di continuare a lavorarci sopra, per monitorare e migliorare quanto possibile le fasi finali del progetto.
L'assemblea costituente della Banca Popolare Etica del 30 Maggio 1998 vede un nutrito gruppo di soci piemontesi partecipare e tornare sostanzialmente insoddisfatti per l'assemblea più blindata della storia: i loro resoconti sono pubblicati sul bollettino MAGAZINE e quindi sempre leggibili.

Troppo spesso delusi da scelte strategiche quantomeno opinabili, la volontà di recedere da soci si è concretizzata a seguito della costituzione di Etica Sgr, società di gestione del risparmio costituita nel 2000 ed operativa dal febbraio del 2003, e quindi a seguito dell'ingresso di Banca Popolare Etica nel mercato dei fondi di investimento, per quanto socialmente responsabili.

Il dibattito sulla eticità presunta o reale della Banca Popolare Etica si è infatti concluso ad ottobre 2004 quando in assemblea Mag4 la maggioranza dei soci presenti ha votato per il recesso totale da Banca Popolare Etica, mantenendo invece invariata "la disponibilità a proseguire ed eventualmente implementare la collaborazione su progetti specifici di attività".

La storia dei nostri giorni sembra dar ragione a chi ha sempre ritenuto che le Mag e la B.P.E. non fossero concorrenti ma complementari nel vasto e variegato territorio del no-profit italiano: ciò può dirsi vero soprattutto su un piano strettamente operativo e locale, come dimostra la collaborazione oggi vigente tra la MAG4 Piemonte e la sede locale della Banca, in molti campi: i finanziamenti a soggetti troppo grandi o troppo piccoli per essere effettuati dall'una o dall'altra realtà, la promozione dell'obiezione monetaria, spesso effettuata insieme, pur mantenendo alcuni punti di vista diversi sulla finanza.

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