la riforma del TUB

Ma le modifiche normative non si concludono con il 1997!
Dal 2007, con l'obbiettivo di limitare l'indiscriminato proliferare di intermediari finanziari, fenomeno caratterizzante degli ultimi anni, la Banca d'Italia inizia la modifica della normativa riguardante i cosiddetti 106 del Testo Unico Bancario (TUB).
Fino a prima di queste modifiche normative, le MAG, legalmente, erano intermediari finanziari iscritti all'articolo 106 del TUB, e sono quindi state investite da questo cambio normativo. Nell'ottica di trovare i punti comuni a tutte le MAG da preservare, nel coordinamento Magico di gennaio 2010 a Torino viene redatto il manifesto della finanza mutualistica e solidale, spesso utilizzato come documento riassuntivo di ciò che le MAG portano avanti con il loro operato.

 In tutti gli anni delle modifiche normative (2007-2005), le MAG d'Italia hanno cercato un confronto con Banca d'Italia e il Ministero dell'Economia e Finanza nel tentativo di farsi riconoscere per le loro specificità, con alterni risultati.

Memorabile rimarrà un appello inviato da più di 1.500 persone in poco più di un mese a tutti i membri delle commissioni parlamentari, grazie al quale siamo riusciti ad interagire con alcuni onorevoli.

E’ risultato chiaro da subito che le misure ipotizzate da Banca d’Italia per ridurre il proliferare delle finanziarie non etiche iscritte nell'articolo 106 avrebbero impedito la nascita di nuove MAG e messo a serio rischio l'operatività di quelle esistenti: capitale sociale e riserve molto aumentati e nuovi obblighi difficilmente sarebbero risultati sostenibili per una piccola realtà.

Dopo numerose sollecitazioni da parte delle MAG, il legislatore ha inserito, all'interno dell'art.111 che norma il microcredito, un riconoscimento della specificità degli operatori di finanza mutualistica e solidale, prevedendo che soggetti senza fini di lucro possano svolgere attività finanziaria, e aprendo quindi uno spiraglio per la sopravvivenza delle MAG così come le conosciamo.

 

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