la storia del Gruppo Mag

Il 1995 vede l'assemblea di aprile discutere senza molto entusiasmo dell'ipotesi di un consorzio cooperativo, possibilità prevista dalla legge per continuare a raccogliere prestito sociale e già adottata dalla CTM-MAG ma che penalizza evidentemente i singoli risparmiatori, che nel sistema consortile vedono ridurre fortemente il loro potere contrattuale. Nel 1995 si pensa per la prima volta la "soluzione finale" che darà vita, poco più di un anno dopo, al primo ed unico esempio in Italia di raccolta di risparmio "infragruppo" completamente cooperativo e dove il vero "potere" resta in mano ai risparmiatori.

La lettura più attenta delle Istruzioni della Banca d'Italia del 12 dicembre 1994 fa intravedere la possibilità, successivamente confermataci direttamente, di far raccogliere gli investimenti da una qualsiasi cooperativa non finanziaria che "partecipa" la MAG4, cioè che ne è o che ne diviene socia: l'operazione "Pippo", questo il nome provvisorio di questo nuovo soggetto tutto da inventare, è lanciata nell'estate 1995 con una nuova serie di assemblee decentrate e un'indagine-questionario estesa a tutti i soci.
I risultati, favorevolissimi alla nuova soluzione, forniscono anche lo spunto per far preferire a un "Pippo" di nuova costituzione e ancor più misteriosa attività, altri soggetti già esistenti e magari conosciuti dalla MAG4: il Consiglio recepisce e approva, iniziando la "campagna acquisti" che si conclude con la successiva assemblea di bilancio, nel maggio 1996, con la presentazione della nuova squadra.
"Pippo" diventa così prima "Nuovo Gruppo di Cooperative per una Nuova Finanza" e, infine (e per fortuna), il GRUPPO MAG:
le cinque cooperative che lo compongono inizialmente sono ben distribuite sul territorio e tutte gestiscono - come attività principale o a fianco di altri settori - una Bottega del Mondo, con le evidenti ed importanti sinergie che tale attività può prevedere con quella di raccolta di prestito sociale. Entro la fine dell'anno oltre il 70% dei libretti di deposito passa in gestione alle cooperative del Gruppo, un anno prima dei termini di legge.
È una rivoluzione globale che tocca tutto il sistema, dai rapporti con i soci ai lavoratori dipendenti, dalla gestione del bilancio alla promozione esterna, fino alle prospettive di sviluppo e ai rapporti con la neonata Cooperativa Verso la Banca Etica.
I "numeri" ricominciano a crescere quasi subito, tra le vetrine delle Botteghe di commercio equo nuovi risparmiatori consapevoli si aggiungono a quelli provenienti dalla MAG4, la promozione organizzata in collaborazione con chi già conosce le motivazioni alla base del Commercio Equo e Solidale risulta efficace e convincente. Il meccanismo sempre più oliato comincerà un progressivo processo di autonomizzazione un paio d'anni dopo, affrancandosi dal necessario e stretto coordinamento iniziale.

Il blocco dello sviluppo delle pratiche di obiezione monetaria che sembrava imposto dalle nuove norme di legge (il miliardo minimo di capitale sociale e il divieto di raccolta di prestito sociale per le cooperative finanziarie) è stato in realtà superato con la creazione di una nuova "forma", dove l'autogestione del denaro è praticata dai risparmiatori presso tante piccole realtà molto legate al territorio, ossia le cooperative del GRUPPO MAG, che erano ufficialmente sette, di cui quattro a Torino.

Dal 1996 al 2013 passano 17 anni di intenso lavoro e confronto con il gruppo, in cui l'ammontare complessivo della raccolta delle singole cooperative unita a quella della Mag arriva a toccare quasi i 5 milioni di euro.

Se però da un lato la raccolta complessiva si è mantenuta stabile e in leggera crescita, dall'altro si sono cominciate a sentire difficoltà nella gestione di questo strumento di autogestione finanziaria e disparità di impegno e priorità a livello delle singole realtà.

Non senza difficoltà si è arrivati quindi, nell'assemblea di dicembre 2013, allo scioglimento del gruppo (si vedano anche i resoconti di raccolta nei MAGazine di luglio 2012, maggio 2013, giugno 2013 e novembre 2013).

Ovviamente non andrà persa l'esperienza costruita in questi anni: a cambiare saranno le regole condivise secondo cui si è agito in questi anni, e la fine del “marchio di garanzia” Gruppo MAG, ovvero il controllo reciproco fra le cooperative del Gruppo sulla stabilità delle singole realtà e il confronto sui temi del prestito sociale. Ogni cooperativa sarà autonoma e i soci persone fisiche non avranno più un rimando della situazione tramite MAGazine.

Pur essendosi sciolto il gruppo Mag, queste realtà rimangono socie attive della Mag4 e offrono ai risparmiatori diverse possibilità di investimento: il coinvolgimento diretto nei propri progetti di sviluppo, definibile come obiezione monetaria "primaria" oppure l'investimento dei risparmi nel circuito del commercio equo e solidale e della finanza etica gestita da MAG4.

Condividi su

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter