presentazione

L'attuale congiuntura politica e sociale italiana ed internazionale prospetta un futuro contraddistinto sempre più da meccanismi di oppressione e frustrazione.

Ogni minuto, nel silenzio e nella legalità formale della legge di mercato, società multinazionali e gruppi bancari soffocano sempre di più le idee e le iniziative che cercano di rispettare l'uomo e il suo ambiente e che si propongono come embrioni di risposta alla richiesta sempre più diffusa di una migliore qualità della vita.

Recuperare la gestione del proprio risparmio, evitando che possa essere utilizzato per produrre e aggravare l'ingiustizia sociale, è uno di quei gesti rivoluzionari che può produrre cambiamento sociale.

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la nascita

La storia della Mag4 tratta da

Mag4 Mag6, Il denaro come se la gente contasse qualcosa

L'obiezione monetaria nacque dopo il 68, a partire dal nord Europa, stimolata da movimenti ispiratori di altre "obiezioni" (obiezione di coscienza al servizio e alle spese militari, movimenti di disobbedienza civile, ecc.). In Italia sorse quando vennero alla luce negli anni 70 alcuni grandi scandali finanziari, i rapporti tra banche e criminalità, i finanziamenti di attività illecite e di regimi razzisti e dittatoriali (es. San Paolo/Sudafrica, B.N.L./Iraq, ecc.). Furono sempre di più le persone che contestarono sia la contraddizione tra l'impegno quotidiano nel sociale e la mancanza di controllo sull'utilizzo del proprio denaro sia l'inaccettabilità del tacito rapporto speculativo tra banca e cliente.
In questo panorama, nel 1978 nasce a Verona la prima Mag italiana (Mutua Auto Gestione) sulla base della legge del 1886 relativa alle Società di Mutuo Soccorso.

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le prime difficoltà

Ci pensa la Banca d'Italia a bloccare la fulgida crescita delle ormai otto Mag italiane: la rivoluzione legislativa che si concluderà nel 1997 comincia ad imporre un miliardo di capitale sociale minimo per poter effettuare finanziamenti (L. 197 del 5/7/91, "Antiriciclaggio").
Il termine ultimo di adeguamento del luglio 93 vede la MAG4 con meno di 100 milioni di capitale sociale, anche se con 2 miliardi in libretti di deposito (al 99% di persone fisiche).
Nessuna pressione sui vertici legislativi ha avuto effetto e solo la CTM-MAG è riuscita a raggiungere in tempo la mitica soglia di capitalizzazione. Bloccata la possibilità di effettuare nuovi finanziamenti, nel novembre di quell'anno insieme alla campagna di capitalizzazione parte un primo grande sondaggio tra i soci che risulta favorevole ad una "fusione per incorporazione" con la sorella ricca di Padova, piuttosto che ad una speranzosa ipotesi autonomista. Tale sondaggio fu seguito da ben 7 affollate assemblee locali in tutta la regione che sostanzialmente confermarono l'orientamento.

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la storia del Gruppo Mag

Il 1995 vede l'assemblea di aprile discutere senza molto entusiasmo dell'ipotesi di un consorzio cooperativo, possibilità prevista dalla legge per continuare a raccogliere prestito sociale e già adottata dalla CTM-MAG ma che penalizza evidentemente i singoli risparmiatori, che nel sistema consortile vedono ridurre fortemente il loro potere contrattuale. Nel 1995 si pensa per la prima volta la "soluzione finale" che darà vita, poco più di un anno dopo, al primo ed unico esempio in Italia di raccolta di risparmio "infragruppo" completamente cooperativo e dove il vero "potere" resta in mano ai risparmiatori.

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la Banca Etica

Ma per tornare all'inquadramento generale della nostra cooperativa è necessario anche un passo indietro.
Torniamo quindi al 1995 per ripercorrere l'evoluzione di un altro importante ambito politico e di dibattito interno della MAG4: la Cooperativa Verso la Banca Etica nasce il primo giugno di quell'anno e la portata strategica di questo progetto è andata via via crescendo nel mondo Mag man mano che il panorama legislativo rendeva difficile lo sviluppo di quello stesso modello.
Per quanto convinti che la struttura bancaria avrebbe certamente reso impraticabili parte degli amati e condivisi principi di trasparenza, autogestione e partecipazione, pareva a tutti (con l'importante eccezione della MAG6) un compromesso accettabile: nel Consiglio di Amministrazione iniziale sono presenti ben cinque Mag su sei.

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la riforma del TUB

Ma le modifiche normative non si concludono con il 1997!
Dal 2007, con l'obbiettivo di limitare l'indiscriminato proliferare di intermediari finanziari, fenomeno caratterizzante degli ultimi anni, la Banca d'Italia inizia la modifica della normativa riguardante i cosiddetti 106 del Testo Unico Bancario (TUB).
Fino a prima di queste modifiche normative, le MAG, legalmente, erano intermediari finanziari iscritti all'articolo 106 del TUB, e sono quindi state investite da questo cambio normativo. Nell'ottica di trovare i punti comuni a tutte le MAG da preservare, nel coordinamento Magico di gennaio 2010 a Torino viene redatto il manifesto della finanza mutualistica e solidale, spesso utilizzato come documento riassuntivo di ciò che le MAG portano avanti con il loro operato.

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operatori di Finanza Mutualistica e Solidale

Nel 2014 si è concluso l’iter normativo che ha modificato parti del Testo Unico Bancario (TUB).
A dicembre 2014, con l’introduzione dell’art 16 nel Regolamento degli operatori di microcredito (art. 111 del TUB) è stata riconosciuta formalmente l'esistenza di soggetti che si occupano di Finanza Mutualistica e Solidale, così come definita dal manifesto scritto proprio dalle MAG. Un bel riconoscimento formale, ma, guardando oltre l'apparenza, il Testo Unico Bancario ingabbia comunque le MAG con limiti tali da metterne a serio rischio la sopravvivenza e il fondamentale ruolo per l'economia solidale e no profit: sono concessi solo finanziamenti di importo non superiore a 75 mila euro, rivolti a realtà appena nate o molto piccole e per limitate destinazioni del prestito.

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finanziaria infragruppo

La nuova ipotesi che si fa strada nel panorama di MAG4 è quella della finanziaria infragruppo, cioè una finanziaria che opera esclusivamente fra soci (e non con il pubblico) e che finanzia solo ed esclusivamente cooperative e associazioni, ovvero quello che facciamo noi!
E' stato difficile arrivare a formulare questa ipotesi, poichè la normativa bancaria non è così semplice e immediata da capire e ci sono una serie di combinati disposti che sono fini da cogliere ed interpretare...
Infatti, la definizione di “intermediari non operanti nei confronti del pubblico” è cambiata negli anni e in quella vigente il nostro schema di funzionamento con la raccolta di prestito sociale e il finanziamento esclusivo a cooperative e associazioni socie rientra in questa definizione.

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