librone dell'oracolo - finanza etica

Banca Etica

Operare eticamente, dal punto di vista bancario, significa non solo gestire il risparmio in modo attento, ma anche fare una valutazione morale della destinazione e della provenienza del denaro gestito.
Le banche etiche sono istituti che investono in progetti sociali ed ambientali, nelle energie rinnovabili e nell'agricoltura biologica, progetti che, quindi, hanno grande capacità di produrre “valore sociale”. Si tratta di proposte o iniziative molto valide ma a cui le altre banche non concedono prestiti perché prive di garanzie reali. Le banche etiche non investono in settori e imprese contrari a principi etici, in obbligazioni di Stati che violino i diritti umani, in aziende che producano armi e che non rispettino l’ambiente. Per raccogliere la liquidità di cui hanno bisogno  preferiscono rivolgersi ai propri clienti e non ricorrere ad attività interbancaria.
Le banche etiche sono meno esposte alle crisi finanziarie rispetto alle banche tradizionali, principalmente perché sono più trasparenti in merito ai finanziamenti che effettuano e perché non acquisiscono nei loro patrimoni titoli “esotici” o ad alto rischio.
Esse rappresentano quindi un'alternativa valida per tutti coloro che si ritrovano sfiduciati dall'attuale sistema bancario; oltre ad aderire a determinati principi (i principi della finanza etica), garantiscono anche la partecipazione ed il coinvolgimento della base sociale, ossia dei risparmiatori.

Esempi di banche etiche in Europa sono la tedesca GLS Gemeinschaftbank, l’olandese Triodos, la svizzera BCL, la svedese Ekobanken, la norvegese Cultura Sparebank, la danese Merkur, l'inglese Ecology Building Society e l'italiana Banca Etica.

 

Banca Popolare Etica è operativa dal 1999, ha la propria sede centrale a Padova ed è presente su tutto il territorio nazionale con 12 filiali e una rete di promotori finanziari (i “banchieri ambulanti”) che operano dove non sono presenti sportelli. La forma giuridica scelta garantisce la partecipazione dei soci nel capitale della banca, la diffusione dei soci su tutto il territorio nazionale e la loro partecipazione al processo decisionale (in base al principio “una testa, un voto” , secondo il quale tutti gli azionisti hanno lo stesso diritto di voto indipendentemente dal numero di azioni possedute).


Banca Etica ispira la propria attività ai principi della finanza etica (trasparenza, diritto di accesso al credito, efficienza ed attenzione alle conseguenze non economiche delle azioni economiche), con il fine di orientare il risparmio verso quelle iniziative socio-economiche che hanno finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e della natura.

Il processo di cooperazione, coinvolgimento e dialogo con i propri stakeholders (“i detentori di interesse”) è continuo ed è contraddistinto da vari strumenti:
la partecipazione dei soci;
la partecipazione dei risparmiatori (ad esempio essi possono indicare l'ambito verso il quale preferirebbero vedere impiegato il proprio risparmio);
la pubblicazione di tutti i finanziamenti concessi;
la pubblicazione (e chiarezza) dei fogli informativi;
la pubblicazione dei bilanci sociali (della banca stessa);
il Comitato Etico (un organismo che ha lo scopo di garantire che le attività della banca rispettino criteri di eticità);
l'istruttoria socio-ambientale (un processo di raccolta e valutazione di informazioni di natura sociale e ambientale oltre che di natura economico-finanziaria riguardanti le organizzazioni e gli enti che facciano richiesta di affidamento);
la certificazione SA 8000 (certificazione che sancisce il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli standard di sicurezza e salubrità sul luogo di lavoro tanto all'interno dell'azienda quanto nella propria catena di fornitura).

Negli anni l'operato di Banca Etica non è stato esente da critiche. Questo a causa del suo coinvolgimento con banche che finanziano la vendita delle armi (Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell'Emilia Romagna, socie di Banca Etica, segnalate nella lista delle “banche armate” presente nella relazione del Ministero del Tesoro sull'esportazione, importazione e transito di armamenti) e per i suoi investimenti di tipo speculativo in mercati azionari dalla dubbia eticità.
La banca si è difesa sostenendo di essere un pioniere che si muove all'interno di un'intricata serie di regole (di mercato) e di aspettative (di tipo etico) spesso in contraddizione tra loro e che, essendo tale, può anche commettere degli errori. Inoltre, la banca, nella voce di Leonardo Becchetti, presidente del Comitato Etico, ha spiegato di aver adottato una strategia di confronto e dialogo con i due istituti di credito affinché  questi abbandonino definitivamente il settore incriminato.
Il presidente di BPM ha dichiarato la precisa intenzione del suo istituto di portare a conclusione tutte le attività legate al settore degli armamenti e attualmente sembra che la banca sia già ai margini del business: nel 2008 infatti, non ha avuto alcuna autorizzazione di operazioni per il controllo del commercio di armamenti, anche se ha ancora in carnet 437mila euro circa di importi segnalati, relativi alle autorizzazioni degli anni precedenti (dalla relazione del Presidente del Consiglio al Parlamento, allegato II, da pag 14, http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/067/002v02/pdfel.htm).
Il percorso intrapreso da Banca Etica con BPM ha privilegiato il dialogo rispetto al conflitto e all'esclusione della banca e si è probabilmente rivelato il metodo più efficace per poter veramente fare un passo avanti nella “contaminazione” del mondo dell'economia e della finanza. Banca Etica non pretende quindi di essere esente da critiche, a volte doverose e di stimolo, ma di essere considerata semplicemente uno dei mezzi a disposizione per il cambiamento della società, che ha sicuramente ancora un lungo cammino da compiere.


RIFERIMENTI
http://www.valori.it
http://www.bancaetica.com
http://www.saperinvestire.it
http://www.finansol.it
http://www.banchearmate.it
http://www.nigrizia.com

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