librone dell'oracolo - finanza etica

Finanza etica

La finanza etica può essere definita come un'“altra finanza”, attenta ai risparmiatori, all'ambiente e all'economia reale nel suo complesso.

I principi su cui si basa sono i seguenti:

  • ritiene che il credito, in tutte le sue forme, sia un diritto umano;
  • considera l'efficienza come una componente della responsabilità etica;
  • non ritiene legittimo l'arricchimento basato sul solo possesso e scambio di denaro;
  • è trasparente;
  • ritiene che anche i risparmiatori, e non solo i soci, debbano partecipare alle scelte importanti di un'impresa;
  • richiede un'adesione completa da parte del gestore, che ne orienta tutta l'attività.

     

    E' quindi una finanza che garantisce la globalità dell'accesso al credito, senza rinunciare a efficacia ed efficienza, ha sempre fatto a meno della speculazione, ha un forte radicamento nell'economia reale, garantisce la trasparenza nei confronti di soci e clienti rispetto alle scelte strategiche dell'impresa e punta la leva del credito su progetti con impatti positivi dal punto di vista sociale e ambientale.

      E' rivolta a realtà no-profit e si occupa di investire in esse, far loro consulenza o erogare loro una serie di servizi accessori.

      L'investimento etico (detto anche solidale), ad esempio, si propone il finanziamento di queste iniziative sia in modo diretto che attraverso i fondi etici, dove i beneficiari dell'investimento vengono scelti attraverso la selezione etica, cioè la pratica di includere o escludere dei titoli da un portafoglio o da un fondo pensione sulla base di giudizi etici sulle attività da lui svolte (il settore in cui opera o i metodi operativi da lui impiegati). A supporto di questa attività, stanno sorgendo una serie di organizzazioni indipendenti che si occupano di assegnare alle imprese "rating etici", in funzione dell'attenzione che tali imprese dedicano alle ricadute o esternalità negative del proprio operato.

      Le realtà no-profit sostenute mettono in pratica, nel loro modo di operare, determinate regole: la cogestione dell'impresa, il reinvestimento non speculativo degli utili, l'organizzazione democratica, la trasparenza nella gestione, la partecipazione e l'investimento nella ricerca per promuovere nuovi posti di lavoro per i soggetti svantaggiati.

      Queste cooperative, associazioni o aziende agricole lavorano principalmente nei settori di commercio equo e solidale, agricoltura biologica, ecologia, ambiente, lotta alla tossicodipendenza, all'emarginazione ed all'immigrazione, occupazione giovanile, risparmio energetico, cooperazione sociale ed internazionale.

       

      La finanza etica si differenzia dalla finanza tradizionale per i seguenti aspetti:

      • mette al centro il rispetto dell'uomo e non la massimizzazione del profitto; per questo vengono finanziate solo le attività senza scopo di lucro e che non danneggino né l'uomo né l'ambiente;
      • l'obiettivo è creare nuova occupazione e benessere e non l'arricchimento. Di conseguenza gli utili non vengono distribuiti fra gli azionisti ma sono reinvestiti nell'attività produttiva;
      • si predilige la partecipazione alle attività da parte di tutti i soggetti coinvolti, rispetto al controllo dal vertice della struttura;
      • la partecipazione è di tipo democratico: ogni partecipante ha diritto ad un solo voto, indipendentemente dall'entità di capitale che ha investito nell'attività.

       

       

      STORIA DELLA FINANZA ETICA

      La finanza etica nasce in America nel 1920 quando la Chiesa Metodista decide di non proibire più ai suoi fedeli l'accesso alla borsa, a condizione che il denaro non finisca nell'industria del tabacco, dell'alcol o delle scommesse.

      Successivamente, negli anni '70, vi è un nuovo interesse verso gli investimenti con finalità sociale, dovuto alla protesta attuata negli USA contro la guerra nel Vietnam, in particolare da parte degli studenti che criticavano il modo in cui venivano investiti i fondi delle proprie Università.

      In questo periodo inoltre, sulla spinta delle istanze eco-pacifiste e di tutela dei diritti umani, il risparmio etico si sviluppa anche in Europa.

      Gli investimenti etici verranno usati come strumento per boicottare quelle imprese che intrattenevano rapporti commerciali con Paesi razzisti (Sud Africa) o dittatoriali (Cile).

      A partire dal 1999 la società Dow Jones che rileva l’indice azionario di Wall Street, ha realizzato un sottoindice Dow Jones Sustainability Group Index (DJSGI) che monitora e raggruppa i risultati borsistici di aziende “sostenibili”.


      IN ITALIA

      Alla fine degli anni '70 anche in Italia comincia a diffondersi il concetto di risparmio autogestito sia per consentire l’accesso al credito a soggetti no profit che operano in attività di carattere sociale ed ambientale, sia per offrire un’alternativa al poco trasparente sistema bancario.
      Nascono così le MAG (Mutua Auto Gestione) che operano nel settore e, in più di 10 anni, si costituiscono MAG a Milano, Udine, Padova, Torino, Reggio Emilia, Genova, Venezia e Verona, altre due stanno per costituirsi a Roma e Firenze.

      Negli anni '90 vengono avviati dei contatti tra alcuni dei principali soggetti nazionali del mondo non profit e il mondo MAG. Nel dicembre 1994 viene quindi costituita l’Associazione Verso la Banca Etica, il cui scopo è lavorare alla costituzione della prima banca etica italiana. Questa banca, con il nome di Banca Etica e con sede a Padova, comincia ad essere operativa nel 1999.

      Tanto le MAG (attualmente ne esistono sei ma si sta progettando la nascita di una settima) quanto Banca Etica indirizzano oggi la loro attività prevalentemente verso il mondo del no-profit e ne sono i principali interlocutori in ambito finanziario.

       

      RIFERIMENTI

      http://www.finanza-etica.it

      http://www.bottegasolidale.it

      http://www.wikipedia.it





         

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