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L'attuale congiuntura politica e sociale italiana ed internazionale prospetta un futuro contraddistinto sempre più da meccanismi di oppressione e frustrazione.

Ogni minuto, nel silenzio e nella legalità formale della "legge del mercato", società multinazionali e gruppi bancari soffocano sempre di più le idee e le iniziative che cercano di rispettare l'uomo e il suo ambiente e che si propongono come embrioni di risposta alla richiesta sempre più diffusa di una migliore qualità della vita.
L'azione del grande capitale non si limita a gestire il potere in campo economico - sostenendo il principio della concorrenza formale e monopolizzando di fatto ogni attività grazie alla posizione di forza detenuta a livello tecnologico e di capitali - ma arriva a teorizzare, per mantenere ed estendere la propria influenza, un modello di sviluppo unico ed applicabile in ogni campo di espressione della vita umana. E' antistorico imporre un unico modello di sviluppo e tutti i tentativi effettuati hanno portato e portano a gravi squilibri sociali.

 

Una proposta ricca di valori e di garanzie per il futuro deve individuare le idee su cui si possano costruire nuovi modelli, nel rispetto dell'uomo, nella valorizzazione della diversità e nella consapevolezza che la Terra è oggi un unico grande villaggio dove tutto ciò che succede interagisce.
Le motivazioni che sono state alla base della nascita e della crescita della Cooperativa MAG 4 Piemonte possono essere sintetizzate nella volontà di opporsi alle ingiustizie della situazione esistente, praticando anche la cosiddetta "obiezione monetaria"; e dando contemporaneamente impulso alla costruzione di un circuito economico alternativo.
L'obiezione monetaria nacque dopo il '68, a partire dal nord Europa, stimolata da movimenti ispiratori di altre "obiezioni" (obiezione di coscienza, obiezione alle spese militari, movimenti di disobbedienza civile, ecc.). In Italia sorse quando vennero alla luce negli anni '70 alcuni grandi scandali finanziari, i rapporti tra banche e criminalità, i finanziamenti di attività illecite e di regimi razzisti e dittatoriali (es. San Paolo/Sudafrica, B.N.L./Iraq, ecc.). Furono sempre di più le persone che contestarono sia la contraddizione tra l'impegno quotidiano nel sociale e la mancanza di controllo sull'utilizzo del proprio denaro sia l'inaccettabilità del tacito rapporto speculativo tra banca e cliente.

La "diagnosi" evidenziava la mancanza cronica di risorse all'interno delle realtà cooperative e associazionistiche di base, aggravata dalla posizione pregiudiziale di rifiuto del sistema creditizio verso il mondo del sociale. La "terapia" proposta per l'attivazione di un circuito economico alternativo è consistita nella creazione di un nuovo canale indipendente di finanziamento, più equo e dignitoso, che tentasse di opporsi alla logica bancaria del "dare a chi ha già".
Questo ha significato e significa, per la MAG 4 Piemonte,
vivere e lavorare secondo il principio che l'uomo è il valore fondamentale e che quindi nessun essere umano deve essere discriminato, emarginato o comprato.

Questo assioma si traduce in alcune regole fondanti:

- partecipazione reale dei cittadini e dei lavoratori nella gestione delle istituzioni e delle imprese, non limitata al concetto di delega e di rappresentanza;

- relazioni eque e solidali, improntate a criteri di reciprocità, tolleranza e nonviolenza;

- salvaguardia anche per le generazioni future dell'ambiente, non più considerabile solo casa né cosa nostra;

- educazione globale e continua, che permetta di formare culturalmente e professionalmente, di prendere coscienza della propria dignità, delle proprie potenzialità e di essere artefici del proprio sviluppo.