il denaro

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tratto dal capitolo omonimo del libro:

"MAG4 MAG6, il denaro come se la gente contasse qualcosa, percorsi e interrogativi su una finanza critica" 



I fondatori delle Mag e i soci che successivamente vi hanno fatto affluire energie (la base lavorativa), e le fasce sociali che hanno versato il loro risparmio nelle Mag (la base sociale) sono, in sé, indicatori di un disagio e di una rivoluzione di pensiero circa il denaro.

Entrambi ci sembra importante valorizzare e problematizzare.

Se da un lato, infatti, si muove da una critica all'esistente e da un disagio verso il sistema creditizio (e qui può essere più o meno marcata l'influenza del concetto di obiezione, che nel merito si fa obiezione monetaria) dall'altro, la valorizzazione delle risorse interne alle reti sociali che possono sostenere politicamente un progetto si fa direttamente economia, o meglio, finanza. Nella traduzione "monetaria" del sostegno vi è già dunque un salto qualitativo, ma vi è anche la necessità di assumere una responsabilità precisa sulla questione denaro.
Nella società attuale, infatti, nessuno può sottrarsi dal fare i suoi conti con il denaro, che riteniamo poter definire quale ultimo dio rimasto a questa civiltà. Esso investe la vita di tutti: si può avere quasi niente, poco o molto denaro, ma questo in sé non significa ancora grandi cose.