villaggi solidali

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Un contagioso fertilizzante sociale

I due vantaggi del villaggio solidale sul piano sociale aggregato:

1) diminuzione del tempo di lavoro socialmente necessario, con liberazione di molti "posti di lavoro", liberati da coloro che rinunciano ad occupare parte del loro tempo col lavoro, rendendolo quindi disponibile per gli altri;

2) diminuzione dell'ossessione della realizzazione personale e del fatto che tale realizzazione venga riversata esclusivamente sul lavoro, col risultato che nella Grande Società offerta e domanda di lavoro hanno un andamento a forbice: molti lavori disponibili non trovano persone interessate a svolgerli, mentre molte persone iperqualificate rimangono disoccupate a causa di pretese troppo elevate rispetto alle condizioni del mercato del lavoro.

 

 

Entrambe queste dinamiche sono state effettivamente osservate e narrate dai protagonisti nel condominio solidale di Castellazzo, a Basiano (Milano): non si tratta di pure e semplici congetture. Questo è un condominio realizzato e funzionante ormai da diversi anni e con il quale ci sembra di essere molto in sintonia.

 

Il tempo di lavoro medio necessario alle famiglie per soddisfare i propri bisogni nell'ambito di un villaggio - condominio solidale diminuisce per cinque motivi:

1. mettersi insieme permette di raggiungere economie di scala negli acquisti, nella installazione di impianti, nell'utilizzo di beni che vengono fatti circolare e messi a disposizione di tutti;

2. per molti beni e servizi si passa dall'acquisto sul mercato all'autoproduzione con scambi e interscambi all'interno del condominio e fra condomini, senza intermediazione monetaria, ma basandosi sui principi del dono, della reciprocità, del baratto;

3. in un ambiente sociale vivo e gratificante diminuiscono i bisogni indotti dalle frustrazioni della solitudine;

 4. in tale ambiente l'impegno di lavoro in termini di ore è fluttuante e tende ad essere determinato da una interpolazione fra esigenze materiali, di espressione e realizzazione personale, e di etica di condivisione; in tale contesto non avrebbe senso adottare un comportamento che massimizzi le entrate monetarie per ciascuna famiglia in quanto, da un lato, si percepirebbe che il maggior tempo dedicato al lavoro per il guadagno sottrarrebbe tempo al lavoro per la creazione della comunità (nella Grande Società il valore attribuito al tempo libero è praticamente uguale a zero ed anche ciò spinge le persone al secondo lavoro, al lavoro dei pensionati, al lavoro straordinario, ecc., la cultura solidale assegna invece un grande valore al tempo dedicato alla costruzione della comunità e alla convivialità);

 

Questa tendenza alla diminuzione della quantità di lavoro è tanto più positiva in quanto, per contrasto, nella Grande Società non c'è da aspettarsi che si produca un trend simile: il favore dei lavoratori verso ulteriori riduzioni dell'orario di lavoro non aumenterà in assenza di un deciso incremento di reddito, che è necessario per utilizzare in modo soddisfacente per l'individuo il maggiore tempo libero (Offe-Heinze, Economia senza mercato, pag. 10): questo perché, nella cultura dominante e nell'universo dell'individuo-atomo-consumatore, l'unica modalità per usufruire in maniera soddisfacente del cosiddetto "tempo libero" è quella di soddisfare bisogni acquistando beni e servizi sul mercato in cambio di denaro.

 

Tornando al caso concreto a Castellazzo, dopo la costituzione del condominio solidale si sono notate le seguenti variazioni nel tempo di lavoro dei componenti:

1.alcuni componenti uomini sono passati da un'attività esterna (caratterizzata da un notevole impegno lavorativo dati i tempi di spostamento necessari per recarsi e tornare dal posto di lavoro in una città come Milano) all'attività interna del condominio (sgombero di appartamenti e cantine, caratterizzata da elasticità e maggiore aderenza alle esigenze personali);

2.le donne hanno tutte cessato di lavorare fuori casa ed hanno costituito un'attività sui generis, interna al condominio: recupero di abbigliamento usato e vendita in negozio e mercatini: gli orari sono elastici, più che un lavoro è uno stare insieme lavorando, non si percepiscono stipendi, ma le entrate vanno direttamente nella cassa comune;

3.il geologo che vive ed ha uno studio nel condominio ha ridotto i tempi di lavoro: mentre in precedenza il lavoro non bastava mai, ora trova che è troppo e fa lavorare altri geologi.


Si realizza così il principio: lavorare meno, lavorare tutti, ed è prezioso l'apporto di tutti. I principi correlativi nella Grande Società sono: scrematura del mercato (il più efficiente scaccia dal mercato il meno efficiente), polarizzazione dei guadagni e della ricchezza.


Per quanto riguarda il secondo punto (ridimensionamento dell'ossessione della realizzazione solamente attraverso il lavoro), nei Condomini Solidali si nota che la realizzazione e il benessere della persona sono meno dipendenti dal lavoro: lì ci si realizza non solo attraverso il lavoro, ma attraverso tutto ciò che si vive. Passata l'ansia del guadagnare che fa aggrappare al lavoro come al luogo della realizzazione si liberano energie preziose per la costruzione della comunità. Diventa meno vitale avere proprio quel tipo di lavoro che si desidera, perché si sta bene anche così. I lavori umili ridiventano interessanti. Nella Grande Società, invece, anche qui vige il principio anti-ecologico della scrematura del meglio e del rifiuto del peggio (ma necessario): tutti vogliono, per essere di più, fare i lavori più prestigiosi e remunerati, per i lavori meno prestigiosi ma necessari bisogna importare forza lavoro da paesi meno fortunati e ricreare così la stratificazione sociale e il dominio: si darà vita così ad una fascia di lavori "inferiori" non soltanto dal punto di vista dello status sociale inerente alla posizione, ma anche in quello della retribuzione e della protezione contributiva.

 
La vita e i rapporti all'interno del Condominio Solidale si basano quindi su un patto di mutuo soccorso che unisce un gruppo di famiglie attorno a un progetto comune. Il patto presuppone che, all'interno della comunità, denaro, beni, servizi, aiuto, parole circolino in base alle logiche del dono, della reciprocità, dello scambio non monetizzato. Non esiste proprietà privata per le famiglie del condominio: tutto si usa e si possiede con la massima libertà finché vi si risiede, tutto deve essere oculatamente gestito e mantenuto in uno stato tale da poter essere fruito da chi succederà. Tutto, quindi, viene condiviso: ma che cosa è questo tutto?

1. gli spazi: a spazi gestiti privatamente da ogni famiglia in piena autonomia e riservatezza, si affiancano spazi comuni (sale, foresteria, cortili, orto, parco, officine, attrezzi, automezzi, ecc.) nei confronti dei quali ci si sente solidalmente responsabili; alcuni, per la loro competenza e per una certa distribuzione degli incarichi saranno particolarmente attenti a un settore o all'altro: ma ciò non deve deresponsabilizzare gli altri. Tutti debbono sentirsi impegnati ad esercitare occhi e mani per intervenire, secondo le loro possibilità, dovunque ci sia qualcosa da riordinare, pulire, riparare, ecc.;

2. il tempo: anche se il segreto della vita comunitaria sta principalmente nel modo in cui si sta bene insieme, piuttosto che nella quantità di tempo che si passa insieme, si ritiene però che, se si sta bene insieme si desidera anche condividere un certo tempo: nel lavorare insieme, nel conversare, nelle riunioni comuni, in momenti di preghiera (se la comunità include più religioni, costruire ambiti di preghiera comune), nel fare festa in occasione di ricorrenze, nel consumare pasti e merende in comune, nel corso di gite e uscite insieme;
 
3. il lavoro: è importante che la comunità abbia un suo lavoro, da poter gestire autonomamente. Ciò permette di: dare spazio alle esigenze familiari e individuali, inserire ragazzi e persone in difficoltà, impegnare un po' tutti, a seconda delle necessità, rendendo tutti (adulti, giovani, ragazzi, anziani) corresponsabili del sostentamento della comunità;

4. risorse materiali e soldi: ogni gruppo, entrando a far parte della comunità, è libero di mettere in comune parte o tutto quello che possiede. Dopo l'ingresso ci si adegua alla gestione comunitaria di tutte le risorse che ci si trova nelle mani come frutto della partecipazione alle attività della comunità. I proventi delle attività interne ed esterne vengono versati nella cassa comune e tutti, ogni mese, hanno diritto ad un assegno in bianco, che ognuno compila in base alle proprie necessità. Nessuno controlla nessuno né può sapere quale cifra si è assegnata ciascuna famiglia. L'incasso dell'assegno completa il ciclo: da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i bisogni. Il tutto funziona sulla base della fiducia reciproca;

Accoglienza e ospitalità: a tre livelli; il primo è quello tra di noi, il secondo è accogliere chi si inserisce nella dinamica della comunità per un periodo più o meno lungo: bambini o ragazzi in affido o in adozione, giovani o adulti in situazione di difficoltà, detenuti agli arresti domiciliari, obiettori in servizio civile, volontari e volontarie. Ciascuna di queste persone si inserisce pienamente nel gruppo di una famiglia, che ne diviene direttamente responsabile.

 
Un terzo livello di accoglienza è verso tutte quelle persone che passano per la comunità, interessati a questa esperienza o alla ricerca di qualche forma di aiuto.

Due atteggiamenti spirituali sono molto importanti per l'accoglienza: accogliere gli altri così come sono, diversi da noi e condividere la loro situazione di difficoltà, lasciando entrare il loro malessere nella nostra casa.

Il lavoro è organizzato ponendo al centro le esigenze delle persone. Esistono due tipi di lavoro, che tutti debbono svolgere:

- quello produttivo, che serve per portare a casa i soldi e quant'altro per vivere
 
- quello creativo, per la costruzione della comunità.

Il primo inizialmente dovrà aver luogo anche al di fuori del condominio. Tutti dovremmo avere un lavoro produttivo, un dominio nel quale riuscire a realizzarci. Ciò, però, non dispensa nessuno dal dedicarsi al secondo tipo di lavoro: creare la famiglia e la comunità.
E' questo che normalmente manca nella Grande Società: non si può costruire la comunità perché, svolto il lavoro produttivo, non rimane tempo per fare altro.


Ma in una comunità solidale, tutto sarà più facile da questo punto di vista, perché mettersi insieme tra famiglie permette di attivare economie di scala che consentono di procurarsi quanto serve lavorando la metà.


Nel secondo tipo di lavoro i ruoli verranno distribuiti in base alle preferenze e inclinazioni di ognuno. Non esisteranno gerarchie fisse: chi è esperto in un particolare lavoro, farà il capo quando si tratterà di fare quel lavoro, ma il giorno dopo dovrà essere pronto a collaborare, facendo da spalla a qualcun altro, se si tratterà di fare altri lavori. E' importante suddividere il proprio tempo e i propri sforzi fra le due sfere del lavoro, fra le quali non c'è reciproca fungibilità: non si potrà cioè dire: "rinuncio a lavorare per la comunità perché lavoro e guadagno molto nel lavoro produttivo: noi non abbiamo bisogno solo dei soldi, ma soprattutto della presenza attiva e insostituibile di ognuno. L'obbiettivo auspicabile da raggiungere gradualmente sarà comunque che ogni componente possa occuparsi, se lo desidera, del solo lavoro "interno" con gli altri membri del condominio. Sarà possibile se questo lavoro si riuscirà a renderlo abbastanza produttivo da coprire tutte le necessità e poter avere l'autosufficienza economica, pur rimanendo un momento di socializzazione.


L'aspetto alienante del lavoro verrà superato se saremo in grado di attribuire alla occupazione un valore diverso. Non dovrà essere vissuto e subito come inevitabile perché legato strettamente al soddisfacimento delle necessità e quindi alla sopravvivenza. Dovrà diventare prevalentemente un mezzo di espressione, comunicazione e veicolo della nostra creatività, dei nostri sentimenti e della nostra essenza con una funzione sociale e aggregante. Dovremo "fare" principalmente perché ci dà soddisfazione, ci piace e ci dà l'occasione di esprimerci, non solo perché è necessario. In questo modo non sarà più pesante e alienante ma al contrario più leggero e piacevole. L'obbiezione in questo caso puo' essere: "ma come si puo' essere soddisfatti e provare piacere facendo lavori anche sporchi e sgradevoli?" Noi pensiamo che questo sia possibile con qualsiasi tipo di lavoro ma solo riuscendo a cambiarne in modo radicale l'approccio. Alla Comunità di Findhorn dicono che "il lavoro è amore in azione" e te lo fanno sperimentare; se in ogni lavoro riesci a intravederci un gesto di amore le cose cambiano di molto.

 
La pedagogia all'interno del condominio si basa sui seguenti principi: rispetto dei ritmi di crescita di ciascuno, con pazienza e fiducia, aiuto alla scoperta della propria identità in una continua dinamica con gli altri, educazione alla solidarietà, condivisione, partecipazione, corresponsabilità, sobrietà, pace, testimonianza e comunicazione di valori spirituali, difesa dai meccanismi della competitività, sopraffazione, aggressività, emarginazione, aiuto alla crescita e alla maturazione delle scelte nelle varie dimensioni della vita personale.

I rapporti della comunità con il mondo esterno sono improntati alla massima apertura per consentire una osmosi nei due sensi. Saranno particolarmente fitti i contatti con tutte le istituzioni (in particolare i servizi sociali), la chiesa, le associazioni, i movimenti e le esperienze analoghe che dimostreranno simpatia, solidarietà e voglia di contribuire in qualche modo al nostro progetto, senza nessuna pregiudiziale ideologica, spirituale o legata alla appartenenza ad un partito politico. Gli spazi che avremo a disposizione saranno resi disponibili a chi ne farà richiesta, compatibilmente con le disponibilità. Saranno programmate occasioni di incontro e di studio su temi sociali, di economia sociale ed economia del dono. Lo scopo del condominio solidale non è quello di creare una isola felice, ma di dare un esempio che stimoli gli altri a replicare l'iniziativa.


Vogliamo essere un contagioso fertilizzante sociale!