L'obiezione monetaria

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L'obiezione monetaria nacque dopo il 68, a partire dal nord Europa, stimolata da movimenti ispiratori di altre "obiezioni" (obiezione di coscienza al servizio e alle spese militari, movimenti di disobbedienza civile, ecc.). In Italia sorse quando vennero alla luce negli anni 70 alcuni grandi scandali finanziari, i rapporti tra banche e criminalità, i finanziamenti di attività illecite e di regimi razzisti e dittatoriali (es. San Paolo/Sudafrica, B.N.L./Iraq, ecc.). Furono sempre di più le persone che contestarono sia la contraddizione tra l'impegno quotidiano nel sociale e la mancanza di controllo sull'utilizzo del proprio denaro sia l'inaccettabilità del tacito rapporto speculativo tra banca e cliente.

La "diagnosi" evidenziava la mancanza cronica di risorse all'interno delle realtà cooperative e associazionistiche di base, aggravata dalla posizione pregiudiziale di rifiuto del sistema creditizio verso il mondo del sociale.
La "terapia" proposta per l'attivazione di un circuito economico alternativo è consistita nella creazione di un nuovo canale indipendente di finanziamento, più equo e dignitoso, che tentasse di opporsi alla logica bancaria del "dare a chi ha già".