L'Accordo-Ponte
Nonostante tutto comunque non si gettò la spugna e si trasformò il "fidanzamento" con CTM-MAG, con la quale diventava inutile fondersi, in un "accordo-ponte" molto particolare: MAG4 depositò 600 milioni dei propri depositi presso la struttura di Padova, la quale li restituì immediatamente sotto forma di capitale sociale, con la promessa di riaverlo indietro - azzerando la partita - entro l'anno, grazie ad una capitalizzazione effettuata tra i soci già presenti ed allargando anche la base sociale a nuovi risparmiatori.
Questo "passaggio" permetteva l'adeguamento alla nuova normativa, consentendo così a MAG4 di riprendere la possibilità di effettuare finanziamenti. Nell'assemblea di bilancio di quel 1994, ad aprile, l'affollata platea ratificava la nuova prospettiva e il rilancio della capitalizzazione. Poche settimane dopo si ricominciava a finanziare: l'Ufficio Italiano Cambi ci aveva iscritto nell'apposito albo, grazie ai "nostri" 1018 milioni di capitale.
A fine anno i soci nuovi e vecchi che hanno aderito ai reiterati appelli sono più di 500, e la MAG4 riesce a restituire ai padovani l'ultima tranche della "partita di giro", risolvendo così con soddisfazione un primo problema e inaugurando modalità operative e di contatto con la base sociale che da allora sono rimaste "pietre miliari" della nostra organizzazione: la remunerazione del capitale sociale sulla base dell'inflazione e il bollettino periodico interno MAGazine.



