Evoluzione di un'idea

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

"Cari amici, vorremmo darvi una notizia: abbiamo costituito a Torino, nel 1987, una singolare cooperativa".
Così iniziava la lettera di presentazione dei soci fondatori della MAG4 Piemonte, nomi ben conosciuti nella società civile piemontese che dovevano dare credibilità e visibilità iniziale alla quarta Mag italiana. Due anni di articolati ed accesi dibattiti negli ambienti del mondo pacifista e nonviolento e della cooperazione sociale riuscirono a coagulare il comitato promotore che ne definì i principi ispiratori su accennati.

Sedici soci, meno di un milione di capitale furono sufficienti per iniziare la scommessa. Un inizio che più adagio non si può: il volontariato sul quale si basava ha impedito di fatto nei primi tre anni un'operatività significativa, consentendo però di imparare il difficile mestiere, di cominciare a relazionarsi col mondo del non-profit, di impostare il lavoro e la struttura.

A fine 1990 i soci superano il centinaio con circa 200 milioni di raccolta tutti impiegati, ma è con l'assunzione nel 1991 di due dei soci fondatori che la cooperativa comincia a crescere e consolidarsi sul serio: in due anni la promozione "porta a porta" di Gigi Eusebi fa lievitare geometricamente soci, raccolta e riserve: alla vigilia degli accadimenti rivoluzionari per l'intero settore finanziario tradizionale italiano del 1993-94 i soci sono più di 600, la massa amministrata sfiora i 2 miliardi e mezzo.

Il suo lavoro è anche di tipo politico: l'immagine della cooperativa, un po' offuscata da tensioni con una parte di quel mondo che l'aveva fatta nascere, riprende vigore e personalità.