Consorzio Cooperativo
Nel dicembre 1994 la Banca d'Italia, con un'ulteriore normativa "natalizia" provvede subito a raffreddare gli animi, chiarendo che entro 3 anni (fine 1997) il blocco della raccolta diviene inevitabile, ed in questo periodo non solo non si possono più aprire nuovi libretti ma quelli presenti vanno progressivamente estinti.
Il 1995 vede l'assemblea di aprile discutere senza molto entusiasmo dell'ipotesi di un consorzio cooperativo, possibilità prevista dalla legge per continuare a raccogliere prestito sociale e già adottata dalla CTM-MAG ma che penalizza evidentemente i singoli risparmiatori, che nel sistema consortile vedono ridurre fortemente il loro potere contrattuale. Un documento interno datato 19 Maggio 1995 firmato dall'odierno presidente della cooperativa Lorenzo Vinci suggerisce per la prima volta la "soluzione finale" che darà vita, poco più di un anno dopo, al primo ed unico esempio in Italia di raccolta di risparmio "infragruppo" completamente cooperativo e dove il vero "potere" resta in mano ai risparmiatori.



