presentazione

La storia della Mag4

tratto da

Mag4 Mag6, Il denaro come se la gente contasse qualcosa

Le motivazioni

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Le motivazioni che sono state alla base della nascita e della crescita della Cooperativa MAG4 Piemonte possono essere sintetizzate nella volontà di opporsi alle ingiustizie della situazione esistente, praticando anche la cosiddetta "obiezione monetaria" e dando contemporaneamente impulso alla costruzione di un circuito economico alternativo.
 

L'obiezione monetaria

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L'obiezione monetaria nacque dopo il 68, a partire dal nord Europa, stimolata da movimenti ispiratori di altre "obiezioni" (obiezione di coscienza al servizio e alle spese militari, movimenti di disobbedienza civile, ecc.). In Italia sorse quando vennero alla luce negli anni 70 alcuni grandi scandali finanziari, i rapporti tra banche e criminalità, i finanziamenti di attività illecite e di regimi razzisti e dittatoriali (es. San Paolo/Sudafrica, B.N.L./Iraq, ecc.). Furono sempre di più le persone che contestarono sia la contraddizione tra l'impegno quotidiano nel sociale e la mancanza di controllo sull'utilizzo del proprio denaro sia l'inaccettabilità del tacito rapporto speculativo tra banca e cliente.

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Valore fondamentale

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Questo ha significato e significa, per la MAG4 Piemonte, vivere e lavorare secondo il principio che l'uomo è il valore fondamentale e che quindi nessun essere umano deve essere discriminato, emarginato o comprato.

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Modello economico

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Il modello economico che auspichiamo individua come fattori della produzione il lavoro e il capitale. La priorità è data al lavoro ed alle persone che lo svolgono, escludendo la speculazione e l'usura. Questa scelta porta ad organizzare le attività produttive garantendo la partecipazione dei lavoratori e degli investitori alla gestione dell'impresa, con il reinvestimento degli utili nell'attività stessa.

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Boicottaggio

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Ci adoperiamo per costruire un soggetto che remuneri la raccolta garantendo ai soci la copertura dall'inflazione e che eviti di premiare in modo speculativo il denaro. Una struttura che sostenga finanziariamente solo quelle imprese che offrono sufficienti garanzie sull'equa partecipazione di lavoratori ed investitori alla gestione dell'attività e sulla qualità dei valori e degli obiettivi di riferimento.

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Evoluzione di un'idea

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"Cari amici, vorremmo darvi una notizia: abbiamo costituito a Torino, nel 1987, una singolare cooperativa".
Così iniziava la lettera di presentazione dei soci fondatori della MAG4 Piemonte, nomi ben conosciuti nella società civile piemontese che dovevano dare credibilità e visibilità iniziale alla quarta Mag italiana. Due anni di articolati ed accesi dibattiti negli ambienti del mondo pacifista e nonviolento e della cooperazione sociale riuscirono a coagulare il comitato promotore che ne definì i principi ispiratori su accennati.

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Il blocco

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Ci pensa la Banca d'Italia a bloccare la fulgida crescita delle ormai otto Mag italiane: la rivoluzione legislativa che si concluderà nel 1997 comincia ad imporre un miliardo di capitale sociale minimo per poter effettuare finanziamenti (L. 197 del 5/7/91, "Antiriciclaggio").

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La fusione

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Un Consiglio diviso ne prende atto e prepara la fusione con tre mesi di appassionati confronti politici e tecnici con la CTM-MAG ma è tutto inutile: una delibera del CICR (Comitato Interministeriale per Credito e il Risparmio) del marzo 94 annuncia il prossimo divieto per tutte le cooperative finanziarie di raccogliere prestito sociale, fino a quel momento considerata l'unica vera fonte di raccolta, a meno di ipotesi - per il momento nebulose - di strutture consortili o para/consortili.

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L'Accordo-Ponte

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Nonostante tutto comunque non si gettò la spugna e si trasformò il "fidanzamento" con CTM-MAG, con la quale diventava inutile fondersi, in un "accordo-ponte" molto particolare: MAG4 depositò 600 milioni dei propri depositi presso la struttura di Padova, la quale li restituì immediatamente sotto forma di capitale sociale, con la promessa di riaverlo indietro - azzerando la partita - entro l'anno, grazie ad una capitalizzazione effettuata tra i soci già presenti ed allargando anche la base sociale a nuovi risparmiatori.

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Consorzio Cooperativo

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Nel dicembre 1994 la Banca d'Italia, con un'ulteriore normativa "natalizia" provvede subito a raffreddare gli animi, chiarendo che entro 3 anni (fine 1997) il blocco della raccolta diviene inevitabile, ed in questo periodo non solo non si possono più aprire nuovi libretti ma quelli presenti vanno progressivamente estinti.

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L'operazione Pippo

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La lettura più attenta delle Istruzioni della Banca d'Italia del 12 dicembre 1994 fa intravedere la possibilità, successivamente confermataci direttamente, di far raccogliere il risparmio da una qualsiasi cooperativa non finanziaria che "partecipa" la MAG4, cioè che ne è o che ne diviene socia: l'operazione "Pippo", questo il nome provvisorio di questo nuovo soggetto tutto da inventare, è lanciata nell'estate 1995 con una nuova serie di assemblee decentrate e un'indagine-questionario estesa a tutti i soci. 

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Una rivoluzione globale

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È una rivoluzione globale che tocca tutto il sistema, dai rapporti con i soci ai lavoratori dipendenti, dalla gestione del bilancio alla promozione esterna, fino alle prospettive di sviluppo e ai rapporti con la neonata Cooperativa Verso la Banca Etica.

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Nuove norme di legge

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Il blocco dello sviluppo delle pratiche di obiezione monetaria che sembrava imposto dalle nuove norme di legge (il miliardo minimo di capitale sociale e il divieto di raccolta di prestito sociale per le cooperative finanziarie) è stato in realtà superato con la creazione di una nuova "forma", dove l'autogestione del denaro è praticata dai risparmiatori presso tante piccole realtà molto legate al territorio, ossia le cooperative del GRUPPO MAG, che ora sono ufficialmente nove, di cui tre a Torino.

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Alleanza Mag

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Con quest'ultima ormai è in vigore una sorta di "alleanza" dove MAG4 mette la propria competenza tecnica (la possibilità di effettuare finanziamenti) e "politica" (per la definizione dei parametri di "eticità"). Il sistema è autogovernato e autoregolato nel cosiddetto "Tavolo del GRUPPO MAG", che formalmente è una commissione assembleare di MAG4 (tutte le cooperative del Gruppo ne sono socie) ma dove in realtà la partecipazione è paritaria e le decisioni vengono assunte con il metodo del consenso, senza primati di sorta della MAG4 stessa.

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Il Gruppo Mag

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Il sistema "centrale" del GRUPPO MAG è per il momento molto interconnesso e interdipendente, in quanto tutti i partecipanti - almeno per il momento - sono strettamente legati e decidono insieme tutte le politiche di gestione (i tassi di interesse, la gestione della "segreteria generale", ecc.), ma il fatto di avere una finanziaria specializzata nonché legalmente autorizzata, seppur col vincolo di poter finanziare solo cooperative, associazioni e società di mutuo soccorso, ha anche dato la possibilità di far ripartire circuiti di "obiezione monetaria" completamente autonomi.

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Verso la Banca Etica

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Ma per tornare all'inquadramento generale della nostra cooperativa è ora necessario un passo indietro.
Torniamo quindi al 1995 per ripercorrere l'evoluzione di un altro importante ambito politico e di dibattito interno della MAG4: la Cooperativa Verso la Banca Etica nasce il primo giugno di quell'anno e la portata strategica di questo progetto è andata via via crescendo nel mondo Mag man mano che il panorama legislativo rendeva difficile lo sviluppo di quello stesso modello.

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Il distacco

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Nel 1997 lo scetticismo prende poco alla volta il sopravvento: sulle pagine di MAGazine di aprile un'intera pagina di domande, tutte senza risposta, sul progetto che intravede ormai una fine coronata da successo inizia a sollecitare il confronto con i soci. In ottobre è pubblicato un ultimo circostanziato articolo molto critico nei confronti della "CTM-MAG, che, ha esercitato ed esercita, nel bene e nel male, il ruolo di 'portiere' del progetto", ma in fondo pacato e speranzoso di "inventare percorsi comuni, di collaborazione e convenienza reciproca".

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La Banca Popolare Etica

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L'assemblea costituente della Banca Popolare Etica del 30 Maggio 1998 vede un nutrito gruppo di soci piemontesi partecipare e tornare sostanzialmente insoddisfatti per l'assemblea più blindata della storia: i loro resoconti sono pubblicati sul bollettino MAGAZINE e quindi sempre leggibili.

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